Pagliuzze e travi

Renato Farina, su Libero, ha ricordato il manifesto degli 800 intellettuali che firmarono contro il commissario Calabresi nel 1971. Farina ha scritto che tra i firmatari compariva anche una certa Letizia Gonzales che adesso è diventata presidente dei giornalisti della Lombardia, e che poco tempo fa aveva invocato con durezza la radiazione di Farina medesimo: da quale pulpito, si è chiesto Farina, si giudica la moralità altrui? Ne è seguito un dibattito invero penoso, con rigurgiti d’ufficio dell’Ordine nazionale dei giornalisti e orribili rivendicazioni da parte di attempate croniste di moda: «Farina è un essere spregevole, tutt’ora penso che sia giusto aver firmato». Certo, sono fatti di 37 anni fa, quelle 800 firme sono roba vecchia che da lustri ci si sbatte addosso da un giornale all’altro. Ma in una cosa Farina ha ragione: quel manifesto in realtà non esiste. Non c’è un libro di storia che ne parli, un’enciclopedia, una biografia dei vari firmatari che lo annoveri. Non farei mai una campagna pubblica contro Letizia Gonzales perché è diventata presidente dell’Ordine lombardo pur firmando quel manifesto: ma che questo possa intimamente far schifo, pur nel 2007, è quantomeno possibile.