Da Pagni alla Marchesini, le tante lingue del teatro

Si apre questa sera la stagione dell’Argentina con il Dostoevskij di Mauri. Ovadia di scena al Brancaccio

Eros Pagni, Glauco Mauri, Moni Ovadia, Anna Marchesini, Michele Placido: sono questi alcuni dei grandi nomi attesi sulle scene capitoline in questa settimana. Settimana all'insegna di debutti importanti che, nel loro insieme, ricapitolano le tante lingue del teatro e lasciano intravedere, pur nella sostanziale affezione a testi e codici classici, qualche spiraglio di novità. Non rientra nelle novità ma è un’opera sempre attuale Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, che adesso Marco Sciaccaluga presenta al Quirino (da stasera) con l’ottimo Eros Pagni protagonista: allestimento rigoroso sostenuto da un'interpretazione asciutta e moderna. Attinge invece a Delitto e castigo di Dostoevskij il lavoro con cui, sempre stasera, Glauco Mauri (anche regista) e Roberto Sturno inaugurano la stagione dell’Argentina, consapevoli di non poter restituire sul palcoscenico tutte le tensioni del romanzo ma di poter comunque descrivere una storia molto emblematica. Un viaggio nella musica yiddish sospeso tra tradizione e song americano (passando per Gershwin e Bernstein) è quanto promette Moni Ovadia nel suo Es Iz Amerike (Cosa ci vuoi fare, è l'America !, raffinata partitura di parole e note che l’artista italo-israeliano (come sempre autore, regista e interprete) condivide sulla scena del Brancaccio (anch’egli da stasera) insieme con la cantante Lee Colbert e la Stage Orchestra.
Si preannuncia poi come un gradito ritorno quello di Anna Marchesini ne La cerimonia del massaggio del britannico Alan Bennett: monologo al vetriolo che scandaglia l'ipocrisia dei rapporti umani e il perbenismo di una società fin troppo vittima del politically correct attraverso una grottesca commemorazione funebre - di cui la Marchesini è traduttrice, regista e brava interprete (all’Eliseo sempre da stasera). Guarda invece alla produzione di Pirandello il progetto scenico cui mette mano Michele Placido alla Sala Umberto (debutto fissato per domani) nell’intento di sovrapporre suggestioni derivate da L'uomo con fiore in bocca e La carriola e di accorparle in una prova d'attore particolarmente sentita: Il mio Pirandello si intitola infatti questo spettacolo che vede in scena, oltre allo stesso Placido (anche regista), Donato Placido e Federica Vincenti.
Vivace e articolato si presenta anche il fronte dei debutti legati alla sperimentazione. Se al Vascello Manuela Kustermann regala una grande prova d’attrice in Loretta Strong di Copi (da giovedì 10 nella sala grande) e Pippo Di Marca è artefice di una curiosa (de)composizione scenica dedicata a Pinocchio (da stasera nella sala piccola), a India Pierpaolo Sepe dirige La Divina Mimesis, opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini dove l’intellettuale friulano tratteggia, sul modello dantesco, un Inferno neocapitalistico popolato da orrori moderni (previsto anch’esso da stasera). E per finire, torna sulle nostre scene l’americano Neil LaBute, autore di culto delle nuove generazioni di cui Marcello Cotugno (regista) e Lorenzo Lavia (principale interprete) presentano, al Piccolo Eliseo da domani, una commedia sui meccanismi occulti della persuasione e sul disagio giovanile, La forma delle cose il titolo, che a Londra ha fatto il tutto esaurito. \