Da un paio di settimane, quasi ogni notte vengono denunciati furti in bar ed edicole dei mezzanini. Gli investigatori sono convinti si tratti di giovani immigrati Forse in trappola i saccheggiatori del metrò Tre croati, con in tasca le mappe della sotter

Paola Fucilieri

Piantine delle tre linee del metrò, la rossa, la verde e la gialla. Infilate in tasca come cartacce qualunque, giusto per disfarsene alla prima occasione. Solo finta noncuranza secondo i carabinieri del comando provinciale quella dei tre croati arrestati l’altroieri nell’alto Mantovano, a Castiglione delle Stiviere, durante un’operazione «non stop» di ben 48 ore su tutto il territorio lombardo, portata a termine da ben 2.500 uomini principalmente contro la prostituzione.
Piantine del metrò, sì, «ma che niente hanno a che fare con il terrorismo, sia ben chiaro» mettono avanti le mani i militari. «Stiamo però vagliando accuratamente la concreta possibilità che i tre croati siano, in qualche modo, implicati nella recentissima serie di furti alle edicole e ai bar della metropolitana milanese» ci tiene comunque a precisare il generale Antonio Girone, comandante della Regione Lombardia. Finalmente, quindi, potrebbe aprirsi uno spiraglio sulle indagini che riguardano la sfilza di colpi messi a segno in appena dodici giorni (e solo in agosto) nelle stazioni della metropolitana milanese facendola sembrare più una forma di formaggio gruviera che una rete di trasporti sotto stretta sorveglianza per il timore di attentati terroristici. Gli investigatori già stavano pensando ai responsabili come a un gruppo di giovanissimi dell’Est Europa (guidati da qualche mente adulta?) visti i «pertugi» aperti dai ladri per entrare nelle stazioni. E se così fosse gli arresti dei carabinieri potrebbero portare il cerchio a chiudersi molto prima di quanto si potesse immaginare. In ogni caso, metrò a parte, la «due giorni» di controlli a tappeto dei militari lombardi, chiusasi ieri mattina alle sei, ha decisamente «ripulito» la regione da prostituzione e reati connessi. O, perlomeno, ha dato una bella «smossa». Centosei in tutto gli arresti (di cui 83 stranieri, ndr), 216 persone accompagnate nelle varie questure lombarde, 400 controllate solo nella provincia di Milano e 5 chili di droga sequestrati, costituiscono un «bottino» piuttosto cospicuo.
E solo per 23 delle persone finite in manette (italiani e non) le manette sono scattate per reati che nulla hanno a che fare con prostitute e affini.
«Sono molti i reati che gravitano nell'orbita della prostituzione - spiegano dal comando provinciale dell'Arma - dall'estorsione allo spaccio di droga. Il più frequente, però, è la rapina, che può essere subita dalle prostitute ma anche, ed è il caso dei transessuali, dai clienti».