Pairetto e la Samp: tornano in campo i «grandi magazzini»

Intanto Preziosi pensa a rivendicare «un giusto processo»

(...) al Milan... all'Inter... al Verona... al Vicenza... al Palermo... A tutti quelli dove ci sono grandi magazzini e lui ha bisogno di lavorare».
Ecco, Pierluigi Pairetto. È la seconda volta che si parla di lui in quanto interessato al mercato della grande distribuzione (a svelarlo era stato il patron del Palermo Maurizio Zamparini), tanto che si era vociferato di un contatto tra il Comune di Genova e lo stesso designatore. La prima volta era ancora Bergamo a parlare al telefono con Mazzini: «Eh, hai capito qual è il discorso? Se Zamparini si muove... lui sta cercando in tutti i modi di entrare nel giro della distribuzione di Zamparini... ma lui ti può... ma lui uccide suo padre e sua madre, capito? e questa è la necessità! A Genova... eh con la Sampdoria... e quest’anno ha fatto carne di porco! Allora c’è un momento che te devi fermà! La Sampdoria l’hai portata lì, tranquillo, ma vaffanculo lasciala lì, no? Non ti poi mica brucià pé la Sampdoria! Ma... ma... ma insomma voglio dì! E lui non capisce ! Ci ha degli interessi a Genova... con l’amministrazione comunale».
L’amministrazione comunale, appunto. Che subito, tramite il sindaco Giuseppe Pericu, si è affrettata a precisare che «da indagini e verifiche effettuate non risulta che né lo Zamparini né il Pairetto abbiano avuto o abbiano tuttora alcuna relazione con il Comune di Genova». Ma le voci al telefono tornano a collegare Pairetto, grandi magazzini e Genova.
Nelle ultime ore al vaglio degli inquirenti ci sono anche 72 partite per la solita questione arbitri-Moggi. Tra queste alcune gare della Sampdoria (Samp-Milan 0-1, Atalanta-Samp 0-0, Samp-Cagliari 0-0, Samp-Parma 1-0, Roma-Samp 1-1, Samp-Messina 1-0, Lazio-Samp 1-2, Livorno-Samp 1-0, Samp-Fiorentina 3-0, Samp-Chievo 1-0, di cui tre arbitrate da Messina, due da Dondarini, una da Tagliavento, Cruciani e Tombolini, oltre al guardalinee Cenicola nel match di Bergamo). Ce ne sono alcune con episodi a favore e altre a sfavore della Sampdoria, come con il Milan, la Roma, il Livorno, che all'epoca avevano fatto discutere. Ma dalla capitale fanno sapere che le partite sono al vaglio per tre motivi: la scelta di un arbitro per favorire o sfavorire una determinata squadra (magari collegata in qualche modo alla Juventus), la scelta della griglia (prima o seconda fascia) e la manipolazione post gara (per esempio la moviola).
Non sembrano esserci collegamenti invece tra la Gea e l'organico gestito da Novellino. Basti pensare infatti che tutti i giocatori assistiti da Alessandro Moggi non sono mai stati nelle grazie del tecnico. I blucerchiati della Gea sono, o erano, Iuliano, Sala, Carrozzieri e Zauli, oltre a Gasbarroni, l'unico che quest'anno è riuscito a ritagliarsi un po' di spazio e non è incorso nelle ire del tecnico.
Nell'ultima ondata di telefonate ce n’è una tra Luciano e Alessandro Moggi che riguarda il Genoa; il figlio dice al padre: «Giudolin lo mando al Genoa di Preziosi».
Sul fronte Genoa c’è anche da registrare che non è ancora stata depositata la perizia della Microsoft che stabilirà se la sentenza sportiva contro il Genoa era stata scritta in anticipo, prima del processo alla Caf che confermò la retrocessione in serie C della squadra di Preziosi per la combine con il Venezia.
Ma ormai è questione di ore e forse già domani i risultati dello studio sul file della società di informatica potrebbe arrivare nelle mani del giudice Francesco Lalla. Dopo l'ultimo grado di giudizio infatti fu presentato un esposto alla Procura di Genova da parte degli avvocati del Grifone che però preferiscono non rilasciare dichiarazioni: «Non ho visto nulla - spiega l'avvocato Maurizio Mascia - e quindi non posso dire nulla».
Nel frattempo, dal periodo dei processi, molte cose sono cambiate. La novità più importante è arrivata nelle scorse ore: il capo dell'Ufficio Indagini Italo Pappa ha rassegnato le sue dimissioni. Cade così il primo vertice di quella giustizia sportiva che in estate stabilì che il Genoa avrebbe dovuto ripartire dalla serie C. E ora se la sentenza confermasse, come dicono le voci di corridoio, che il famoso file era stato aperto e scritto dalla Caf prima della sentenza stessa, il presidente Enrico Preziosi potrebbe anche muoversi nelle sedi competenti per ricevere almeno quello che lui chiama «un giusto processo» e, perché no, una sorta di indennizzo per il Genoa.