Pakistan, arrestate quattro persone collegate con gli attentati di Londra

La tv tedesca: «Il Paese è la nuova centrale del terrorismo». Le stragi ideate in una madrassa di Lahore

da Londra

La pista pachistana all’origine degli attentati suicidi di Londra del 7 luglio prende consistenza: due fonti diverse della sicurezza pachistana, entrambe riservate, confermano che i presunti attentatori di Londra si sono recati in Pakistan nei mesi scorsi e hanno avuto contatti con ambienti considerati sospetti, forse vicini ad Al Qaida, che avrebbero contribuito all’ideazione e alla progettazione degli attentati.
L’ipotesi si rafforza soprattutto dopo quattro arresti avvenuti nella città orientale di Lahore e a Gujranwala. Si tratta di persone sospettate di essere collegate all’attentato. Interrogatori e indagini vengono svolti negli ambienti degli insegnanti della madrasse (le scuole coraniche), degli allievi e dei predicatori delle moschee.
Templi dello studio e delle preghiera islamica sono ancora una volta nel mirino di servizi e polizie occidentali e dei Paesi orientali, se è vero che in quelle scuole e in quei luoghi i presunti attentatori avrebbero avuto incontri e colloqui di natura da accertare durante almeno due visite in Pakistan negli ultimi due anni. Secondo la tv tedesca, il Pakistan è la nuova centrale del terrorismo.
Shahzad Tanweer avrebbe visitato prima la città di Faisalabad, poi Lahore. L’ultima volta sarebbe arrivato a Karachi nel novembre scorso, ripartendo per Londra in febbraio. «Mio nipote - ha dichiarato a giornalisti uno zio del suicida, Bashir Ahmed - è andato a Lahore all’inizio di quest’anno per studiare l’Islam».
Ed è proprio tra insegnanti, studenti e altro personale della madrassa di Manzur al Islam, a Lahore, che sarebbero stati compiuti numerosi degli interrogatori delle ultime ore per ricostruire contatti e incontri di Tanweer. Tra i suoi interlocutori sono stati individuati rappresentanti del gruppo musulmano sunnita «Lashkar Tayaba», nella città di Muridike, 30 chilometri a nordest di Lahore, che ospita anche l’organizzazione benefica «Jamat ed Dawa», che organi di stampa definiscono «dalla linea dura». Il gruppo Lashkar Tayaba fu dichiarato fuori legge dal presidente pachistano Pervez Musharraf perché accusato di essere coinvolto in un attacco al Parlamento indiano nel 2001.
In un altro viaggio in Pakistan, nella seconda metà del 2004 - ipotizzano gli agenti della sicurezza - Tanweer avrebbe incontrato a Faisalabad, Osama Nazir, membro dell’organizzazione filo-Al Qaida «Jaish Mohamed» (L’Esercito di Maometto). L’uomo fu poi arrestato nel novembre di quell’anno perché accusato di aver collaborato con altri per l’attacco a una chiesa di Islamabad nel marzo 2002, quando rimasero uccise cinque persone, tra cui due americani.
Tuttavia l’amministratore della madrassa di Muridike, Abdullah Faruq, ha negato che Tanweer abbia mai visitato quella scuola: «Nessuna persona con questo nome è mai venuta da noi. Noi abbiamo smesso di accogliere allievi stranieri dopo l’11 settembre».
La moglie del presunto attentatore, Farhat Bibi, ha dichiarato alla Reuters di non aver sentito più il marito dal 12 luglio, quando sarebbe stato portato via dall’abitazione da un gruppo di uomini, alcuni in uniforme, altri in abiti civili. «Hanno chiesto a mio marito il suo nome e da dove veniva. Quindi lo hanno portato via».
Un’ipotesi del Times di Londra fa apparire sulla scena un britannico di 30 anni, con probabili legami con Al Qaida, che potrebbe aver organizzato l’attacco del 7 luglio. L’uomo sarebbe arrivato in Gran Bretagna il mese scorso e ne sarebbe ripartito subito dopo l’attentato.