Pakistan, blitz alla moschea Ucciso il leader ribelle Ghazi

Il blitz dell'esercito scatenato poco prima dell'alba: spari, esplosioni. Donne e bambini si stanno consegnando alla polizia. I ribelli restano asserragliati nei sotterranei e nella sezione femminile della madrassa: hanno 150 ostaggi. Ucciso dai suoi compagni il leader dei miliziani

Islamabad - Nel blitz dell'esercito pakistano è stato ucciso il leader dei ribelli islamici Abdul Rashid Ghazi. Il mullah, il numero due della Moschea rossa, è stato ucciso dai miliziani islamici asserragliati nel tempio quando si accingeva ad arrendersi alle teste di cuoio pakistane. Lo ha riferito un portavoce del ministero dell’Interno di Islamabad, Javed Cheema. Secondo la ricostruzione del governo, Ghazi, leader e portavoce dei rivoltosi, stava andando a consegnarsi ai paramilitari insieme ad altri quattro o cinque compagni ma è stato crivellato dai colpi sparati dai miliziani all’interno.

Operazione silenzio Dopo otto giorni di assedio è scattato l'assalto e la moschea rossa di Islamabad è stata presa poco prima dell'alba: bilancio dell’azione 58 morti, tra cui otto soldati, mentre sono 50 gli studenti estremisti filo talebani arrestati o che si sono arresi a seguito dell’Operazione silenzio. Ieri era arrivato l'ultimatum del presidente Musharraf, dopo giorni di trattative inutili e minacce da parte degli "studenti" coranici di usare donne bambini all'interno della madrassa come scudi umani. Il bilancio parla anche di 42 feriti, 29 militari e 13 studenti asserragliati all'interno della moschea.

Proseguono gli scontri Il bilancio è stato reso noto il portavoce dell'esercito pakistano, Waheed Arshad, nel corso di una conferenza stampa. E lo stesso portavoce ha fatto sapere che i suoi uomini hanno bisogno di più tempo per riuscire a risolvere la questione. I miliziani islamici hanno infatti annunciato di non voler arrendersi e sembrano essere inutili i tentativi di mediazione. In queste ore sono state registrate esplosioni nei pressi della moschea e i giornalisti che si trovano nella zona hanno visto alzarsi una nube di fumo. I ribelli sono ancora asserragliati nei sotterranei e nella sezione femminile della madrassa: con loro hanno 150 ostaggi.

Il mullah Ghazi asserragliato nei sotterranei Abdul Rashid Ghazi, leader dei miliziani islamici si era rifugiato nel piano interrato dell’edificio insieme a donne e bambini. "Donne e bambini sono nello scantinato e così anche Ghazi. Stiamo facendo ripetuti annunci chiedendogli di consegnarsi in cambio dell’immunità" ha aggiunto. Un portavoce ha chiarito che ci vorrà del tempo per liberare tutte le 75 stanze del complesso della Lal Masjid.

Uccisa la madre del leader degli integralisti Nel blitz è morta anche la madre del leader degli integralisti, Abdul Rashid Ghazi. La donna è stata crivellata di colpi, ha riferito un altro dei figli, Maulana Abdur Rashid. La notizia è stata confermata in un’intervista telefonica alla tv pachistana Geo News anche dal custode della moschea, Abdul Rehman.

Le studentesse si arrendono Un gruppo di 27 studentesse coraniche ha lasciato la moschea rossa e si è arreso alle forze di polizia pakistane. Lo ha annunciato la tv araba al-Jazeera. Poco dopo sono state sottoposte ai controlli dalle poliziotte pakistane, che hanno tolto loro il velo integrale per identificarle e hanno verificato che non fossero kamikaze. Tra loro ci sarebbe anche la cognata di Moulana Abdul Aziz, l’imam della moschea. Con loro è uscito anche un gruppo di 26 bambini. Intato i militari fanno sapere di aver conquistato l’80 per cento della moschea, mentre i ribelli sono asserragliati nel seminterrato e nella sezione femminile.