Pakistan, catturato il capo talebano Mansur Dadullah

Le forze di sicurezza
pachistane hanno catturato Mansur Dadullah, il capo militare dei talebani in
Afghanistan. Era stato rilasciato in cambio della libertà del giornalista Daniele
Mastrogiacomo

Quetta - Le forze di sicurezza pachistane hanno catturato questa mattina nella regione sudoccidentale del paese Mansoor Dadullah, uno dei detenuti rilasciati in cambio della libertà del giornalista Daniele Mastrogiacomo, e considerato il capo militare dei talebani in Afghanistan. Prese il posto del fratello, il mullah Dadullah, ucciso il 13 maggio dell’anno scorso dalle forze della coalizione. La notizia della cattura è stata data dal capon della polizia provinciale, Saud Gohar.

La cattura Dadullah è stato catturato nei pressi del villaggio di Gowal Ismail Zai, nella provincia di Balucistan, al confine con l’Afghanistan. "Ha opposto resistenza ai nostri uomini - ha fatto sapere alla stampa locale il capo della polizia - è stato ferito e catturato. Sono stati i nostri servizi di intelligence a localizzarlo. Appena pochi giorni fa il governo di Islamabad aveva smentito la presenza sul territorio pachistano di capi talebani e qaedisti, denunciata dai servizi segreti statunitensi.

Il blitz delle forze dell'ordine Con Dadullah questa mattina sono stati catturati altri quattro ribelli, tra cui tre guardaspalle del capo. Erano nascosti in una casa del villaggio dove vivevano alcune donne e bambini. Da Kabul, il geneale Mohammad Zahir Azimi, portavoce del ministero della Difesa, ha espresso grande soddisfazione per la cattura. Una fonte anonima ha affermato che stando alle indicazioni ricevute dal governo, la cattura è anche il risultato di una controversia tra Dadullah e il comando centrale dei talebani.

Mansour era stato "licenziato" dal Mullah Omar Il capo militare dei talebani afghani, Mansour Dadullah era stato licenziato dal Mullah Omar ed era in rotta con la dirigenza talebana. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv araba ’al-Jazeerà, i servizi segreti pakistani hanno individuato il covo nel quale si nascondeva grazie all’aiuto di persone che vivono nel luogo. Va rilevato che da diversi mesi era sorta una forte polemica tra Dadullah e i capi del movimento islamico afghano circa il suo ruolo. Pur essendo diventato capo militare di Helmand, prendendo il posto di suo fratello il Mullah Dadullah, Mansour non era mai stato riconosciuto dai talebani come un proprio dirigente. Da qui la diffusione di un comunicato, a firma del Mullah Omar, avvenuta circa tre mesi fa e ripresa dalla tv araba al-Jazeera nel quale Mansour veniva rimosso dal suo incarico. Dal canto suo, Dadallah non ha mai riconosciuto come legittima questa decisione, nè la missiva, sostenendo di essere vittima di un complotto ordito dai capi talebani e di non aver mai perso la fiducia del Mullah Omar.

Attentato in Waziristan: 10 morti Almeno dieci persone, fra cui un candidato alle politiche del 18 febbraio, sono state uccise in un attentato suicida compiuto nelle zone tribali del nord ovest del Pakistan, bastione degli insorti islamici. Lo ha annunciato la polizia locale. Il kamikaze ha lanciato l’auto imbottita di esplosivi di cui era alla guida contro un convoglio del candidato che era diretto ad un comizio elettorale a Aidak, nel Waziristan del Nord. "Dieci persone, sono state uccise, fra cui il candidato Nisar Ali e un responsabile dell’amministrazione locale, e 13 persone sono rimaste ferite", ha aggiunto. Nisar Ali è un candidato senza etichetta perché la legge impedisce di presentarsi sotto la bandiera di un partito nelle zone tribali semiautonome. Sabato scorso, un altro attentato suicida, compiuto durante un comizio elettorale dell’opposizione sempre nel nord ovest del Pakistan, è costato la vita a 20 persone e il ferimento di altre 25. Obiettivo dell’esplosione avvenuta a Charsadda, città della Provincia della Frontiera di Nord Ovest (Nwfp), era stato il Partito nazionale Awami (AnP), un partito nazionalista pashtun.