Pakistan, elezioni rinviate al 18 febbraio

La commissione elettorale centrale di Islamabad ha deciso di posticipare di oltre un mese il voto per il nuovo parlamento: scelta attesa dopo l'assassinio di Benazir Bhutto, leader del Ppp

Islamabad - "Impossibile" mantenere ferme per l’8 gennaio le elezioni parlamentari in Pakistan, che saranno pertanto rinviate al 18 febbraio prossimo: lo ha deciso la commissione elettorale centrale di Islamabad, sulla scia del caos politico scatenato dall’assassinio di Benazir Bhutto, leader del Ppp (partito popolare del Pakistan), principale movimento dell'opposizione al presidente Musharraf. Niente 8 gennaio, dunque, e rinvio a febbraio anche perché due giorni dopo, il 10 gennaio, inizia il mese sacro del Muharram-ul-Haram. Lo ha detto in una conferenza stampa il presidente della commissione elettorale pachistana Qazi Muhammad Farooq.

Le motivazioni "Alla luce delle attuali circostanze - ha dichiarato Qazi Mohammad Farooq - la nuova data per le elezioni generali è fissata per il 18 febbraio invece che per l’8 gennaio. Garantisco a tutti i partiti politici che la consultazione sarà regolare, libera e trasparente" ha continuato. "Rivolgo loro un appello affinché accettino questa decisione, nel supremo interesse nazionale, e vi prendano pertanto parte". Dal canto suo il Ppp, il Partito Popolare del Pakistan già guidato dalla defunta ex premier, anche oggi ha continuato però a insistere nel rifiutare qualsiasi slittamento del voto, sollecitandone il mantenimento alla scadenza prevista. Possibilista invece la Pml-N, la Lega Musulmana del Pakistan-Gruppo Nawaz, formazione politica facente capo altro principale esponente dell’opposizione, Nawaz Sharif, egli stesso già primo ministro e costretto a lunghi anni di esilio.