Pakistan, kamikaze fa strage nella moschea: 54 morti

Attentato suicida durante la Festa del sacrificio: almeno 118 i feriti, molti dei quali gravissimi. L'obbiettivo era il ministro dell'Interno, scampato alla strage

Peshawar - Un attentato suicida in una moschea nel distretto di Charsadda, 40 km a nord ovest da Peshawar (Pakistan), ha ucciso 54 persone. Obiettivo dell’attacco era molto probabilmente l’ex ministro dell’interno pachistano che invece è scampato alla strage. Moltissimi i feriti, 118, secondo quando dichiarato dalla polizia locale alla tv, e molti di loro in gravi condizioni.

La moschea presa di mira è quella di Markazi Jamia Masjid, nel villaggio natale dell’ex ministro Aftab Ahmed Khan Sherpao, uomo molto vicino al presidente Pervez Musharraf e candidato alle prossime elezioni politiche in Pakistan di gennaio. Secondo la ricostruzione della polizia, riportata dalla tv che cita il sovrintendente di polizia di Charsadda, Feroz Shah, Sherpao stava assistendo alle funzioni religiose per la grande festa musulmana dell’Eid-el-Adha - la Festa del sacrificio, il ricordo del sacrificio di Abramo e Isacco - dentro la moschea gremita di centinaia di persone. Diversi testimoni hanno raccontato che Sherpao era seduto insieme alla sua famiglia nella prima fila dei fedeli nella moschea, mentre l’attentatore era seduto nella seconda fila. Miracolosamente il ministro si è salvato dall’esplosione, mentre suo figlio e suo nipote sono rimasti feriti, insieme ad altre 118 persone. Tra queste, molte sono in gravi condizioni.

L’esplosione è stata forte e testimoni raccontano di brandelli di corpi e arti scaraventati in ogni dove. La moschea è molto vicino alla casa dell’ex ministro, che già il 28 aprile era scampato miracolosamente ad un altro attentato nella stessa zona mentre stava tenendo un comizio. In quell’attentato 28 persone furono uccise e Sherpao rimase ferito lievemente. Nella zona della provincia del nord ovest, specialmente nella regione dello Swat, l’esercito pakistano sta portando avanti una guerra contro terroristi e militanti talebani, guidati dal mullah Maulana Fazlullah, che vuole instaurare la legge islamica nell’area. Sono oltre 700 i morti di questa guerra dall’inizio di quest’anno, tra i quali 300 ribelli. Duecento sono gli arrestati. Nonostante il governo abbia dichiarato la regione libera dai terroristi, un portavoce del maulana ha recentemente avvertito che i militanti islamici sono pronti a realizzare altri attacchi terroristici se il governo e l’esercito non smettono le loro operazioni nell’area.

Quello di oggi è il quarto attentato in Pakistan da venerdì scorso, vigilia dell’abolizione dello stato di emergenza nel paese. L’attentato di oggi ha di nuovo fatto innalzare lo stato di allarme a Peshawar, Karachi, Lahore e Islamabad.