Pakistan, leader talebano suicida

da Islamabad

Un talebano, detenuto nella prigione di Guantanamo per due anni fino al suo rilascio nel marzo del 2004, si è fatto esplodere per sfuggire alla polizia pachistana. Secondo il ministero dell’Interno pachistano, l’episodio è avvenuto a in una casa a Zhob, distretto del Beluchistan, la provincia occidentale al confine con il Waziristan, in Pakistan, alla frontiera con l’Afghanistan. L’uomo si era rifugiato assieme a dei militanti, nella casa di un capo del partito filotalebano alla guida dell’opposizione nell’Assemblea nazionale pachistana. Braccato da una squadra antiterrorismo grazie a una soffiata, dopo una sparatoria tra militanti e forze di sicurezza, l’uomo si è fatto saltare in aria per evitare l’arresto. Trentun anni, senza una gamba, Abdullah Mehsud era stato catturato nel 2002 e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo, la base americana a Cuba. Rilasciato due anni dopo, Mehsud diventa capo delle milizie integraliste filotalebane nel Waziristan del Sud, una delle zone tribali dove la guerriglia integralista è più radicata, complice la presenza di elementi di Al Qaida sfuggiti alle forze Nato in Afghanistan. Fra gli atti terroristici di cui Mehsud è autore, anche il rapimento, lo scorso ottobre, di due ingegneri cinesi che lavoravano nel Waziristan meridionale. Uno dei due era morto nel blitz per la loro liberazione.