Pakistan, Musharraf: "Mi dimetto"

Il presidente pakistano annuncia in diretta televisiva che lascerà l'incarico, ma nega ogni addebito: "La mia coscienza è a posto". Il governo di coalizione ne aveva chiesto formalmente l'impeachment, contro di lui anche le amministrazioni occidentali

Islambad - Addio alla presidenza. In diretta televisiva. Pervez Musharraf sceglie un discorso alla nazione alla tv per annunciare che lascerà il suo posto. Musharraf ha difeso il suo operato e "negato totalmente" ogni accusa che è stata mossa contro di lui. "La mia coscienza è a posto" ha detto il presidente spiegando di aver preso la decisione per evitare al Paese di attraversare il trauma dell’impeachment. L’ex capo dell’esercito e stretto alleato Usa ha visto scendere la sua popolarità negli ultimi 18 mesi ed è stato isolato da quando i suoi alleati hanno perso le elezioni lo scorso febbraio. "Le mie dimissioni andranno al presidente dell’assemblea nazionale" ha annunciato. Il governo di coalizione di Yusuf Raza Gilani, guidato dal partito dell’ex-premier Benazir Bhutto, assassinata, aveva annunciato lo scorso 8 agosto il suo piano per chiedere l’impeachment di Musharraf. "Dopo aver soppesato la situazione e ascoltato i pareri di diversi consiglieri di diritto e alleati politici, ho deciso di dimettermi" ha spiegato il presidente. Ha rigettato le accuse rivoltegli dal governo come "false", ha difeso il suo operato, definito "in assoluta buona fede", e dopo aver detto di aver sempre posto sopra ogni cosa gli interessi del suo Paese, che ha detto di aver difeso dal terrorismo.

Abbandonato da tutti L'immagine dell'ex generale si è progressivamente deteriorata a tal punto che persino l’esercito, la vera base del suo potere, non appare intenzionato ad accorrere in sua difesa, né lo faranno gli alleati occidentali. Anche l’esercito ha problemi di immagine, dopo essersi reso impopolare a causa della repressione anche violenta contro l’opposizione e le organizzazioni islamiche. A pesare è anche l’insuccesso militare nelle province di frontiera controllata dai clan tribali e dagli estremisti, che mette inoltre a rischio i sostanziosi aiuti finanziari statunitensi. Washington è infatti tutt’altro che convinta della buona fede di Islamabad nel combattere la guerriglia talebana, ma formalmente il Pakistan rimane uno degli alleati fondamentali nella guerra al terrorismo.

Impeachment Fondamentale, ma pur sempre a capo di un regime autoritario e quindi politicamente scomodo, specie se l’impeachment dovesse trasformarsi in un processo alle relazioni con gli alleati occidentali. Per questo sia l’ammnistrazione Bush sia il governo britannico hanno insistito dietro le quinte perché Musharraf lasci definitivamente spazio al governo civile e si faccia da parte prima dell’impeachment. Salvo sorprese dell’ultima ora, per lui è pronto un ritiro dorato nella sua tenuta di Islamabad, se la sicurezza lo permetterà, o l’esilio americano, saudita o turco che sia.