Pakistan, Musharraf revoca lo stato d'emergenza

Il presidente ha firmato il decreto per la revoca
del provvedimento, imposto un mese e mezzo per il rischio terrorismo, ma la tensione prima delle elezioni resta alta

Il Cairo - Il presidente Pervez Musharraf ha firmato oggi il decreto per la revoca dello stato di emergenza, imposto in Pakistan un mese e mezzo fa con la giustificazione di dover garantire la sicurezza contro il terrorismo nell'unico Paese islamico nucleare. Ma analisti e opposizione ritengono che la misura non garantirà in alcun modo lo svolgimento di libere elezioni a gennaio. Musharraf, 64 anni, al potere dal 1999 con un colpo di Stato militare, ha giurato il mese scorso per un secondo mandato presidenziale di cinque anni, dopo avere dato le dimissioni da capo delle forze armate.

Il 3 novembre aveva imposto lo stato di emergenza accusando la magistratura di paralizzare l'opera del governo. Quindi ha destituito tutti i giudici ostili, che avrebbero potuto dichiarare illegittima la sua elezione a presidente, e li ha sostituiti con uomini più malleabili. Con un governo ad interim fedele all'ex generale e una magistratura sottomessa, le elezioni legislative dell'8 gennaio sono facilmente manipolabili, sostengono gli analisti. Domani inizia la campagna elettorale. Durante lo stato di emergenza sono stati fermati 5.000 attivisti, una trentina dei quali resta in carcere, e i media, relativamente liberi in Pakistan, sono stati messi sotto censura, anche se la misura si è rivelata meno efficace di quanto le autorità sperassero.

Poche ore prima della revoca delle leggi speciali, un kamikaze a bordo di una bicicletta ha ucciso tre civili e due soldati davanti a un posto di blocco, nel Nord Ovest del Paese. Il 2007 ha registrato un record di attentati di fondamentalisti vicini ad al Qaida che hanno promesso la morte al "cane" degli americani Musharraf. Circa 700 persone sono morte in quest'ondata di violenza senza precedenti.