Pakistan, scontri tra studenti pro-taleban e polizia: 12 morti

Si aggrava il bilancio delle vittime dopo i disordini scoppiati alla moschea al Ahmar di Islamabad. Appiccato il fuoco alla sede del ministero dell'Ambiente. In moschea usato l'altoparlante per fare appelli a compiere attentati suicidi

Islamabad - Sale a 12 morti e decine di feriti, il bilancio delle vittime degli scontri a fuoco tra studenti pro-taleban e la polizia pakistana scoppiati stamani presso la moschea al Ahmar di Islamabad. Lo ha detto la tv satellitare araba al Jazeera, che aggiunge: "Manifestanti hanno appiccato il fuoco alla sede del vicino ministero dell’Ambiente pachistano". Sempre più tesa la situazione in Islamabad a causa del persistente braccio di ferro tra gli studenti pro-talebani e forze della sicurezza che starebbero tutt’ora tenendo sotto assedio la moschea e la scuola islamica adiacente dalla quale sono partiti i colpi d’arma da fuoco che hanno dato inizio agli scontri. Secondo fonti interpellate da al Jazeera, le vittime sarebbero otto studenti, 3 poliziotti e un civile oltre a decine di feriti.

In moschea appelli a compiere attacchi suicidi I fondamentalisti islamici che si trovano all’interno di una moschea circondata dalle forze di sicurezza pachistane hanno usato l’altoparlante per fare appello ai loro seguaci di iniziare a compiere attacchi suicidi. In precedenza erano esplosi colpi di arma da fuoco in seguito a scontri fra paramilitari e studenti a Lal Masjid, o Moschea rossa, nella capitale Islamabad. Un soldato è stato ucciso e due studenti sono morti per le ferite riportate. "Abbiamo chiesto di fermare il fuoco 10 minuti fa, ma siccome continua, stiamo facendo appello per l’inizio di attacchi suicidi", diceva il messaggio trasmesso dall’interno dell’area della moschea.