Pakistan, strage in tribunale 15 morti, tra avvocati e giudici

Un attentato dinamitardo ha colpito l'aula di un tribunale della città
di Quetta, una delle basi operative dei talebani afghani in Pakistan, al confine tra Iran e Afghanistan. Si tratta dell'ennesima rappresaglia dopo gli attacchi ai covi islamici<br />

Quetta - Attentato dinamitardo a Quetta, capitale della provincia del Belucistan, nel Pakistan sud-occidentale. Secondo l'emittente televisiva locale "Geo" i morti sono almeno quindici, mentre i feriti accertati ammontano a circa cinquanta. La maggior parte delle persone uccise erano avvocati, ma tra le vittime c'è anche un magistrato, identificato come Wahid Durrani: l'esplosione è infatti avvenuta all'interno di un edificio che ospita la sede della Corte Civile della città e un commissariato di polizia, uno dei cui uffici è stato sventrato dall'onda d'urto, quello dove erano rilasciate le patenti di guida. Indagini sono in corso per stabilire se a scoppiare sia stata una bomba, nascosta nel locale, oppure se si sia trattato dell'opera di un kamikaze.

La zona, che confina con l'Iran e l'Afghanistan, è da anni teatro di scontri tra forze di sicurezza e gruppi tribali della minoranza etnica dei beluci, ostili al potere centrale di Islamabad: i ribelli pretendono maggiore autonomia politica e una quota riservata dei proventi ricavati dallo sfruttamento delle risorse naturali, in particolare degli idrocarburi.