Pakistan, torna sulla scena la ex premier Bhutto

Unire le forze per battere gli estremismi. È questo il punto dell’incontro di Abu Dhabi, negli Emirati, reso noto ieri, fra il presidente del Pakistan, il generale Pervez Musharraf, e il leader dell’opposizione pachistana, la tenace Benazir Bhutto. A una condizione: o lei o la divisa. O Musharraf rinuncia alla carica di capo delle forze armate tenendo solo quella di presidente, o la Bhutto, già due volte premier, rifiuta l’ipotesi di una grande coalizione, con lei di nuovo primo ministro al posto di quello attuale, Shaukat Aziz. Secondo il titolare pachistano per i rapporti col Parlamento, Musharraf potrebbe accettare «se avesse dietro di sé il Partito popolare della Bhutto», la quale sarebbe pronta a rientrare in Pakistan e guidare il partito alle prossime elezioni politiche del 2008.
Figlia dell’ex presidente e primo ministro pachistano, Zufilkar Ali Bhutto, premier due volte nel 1988 e nel 1993, la Bhutto fu destituita entrambe le volte con l’accusa di corruzione. Autoesiliatasi nel 1997 a Londra, la Bhutto, 54 anni, non può, per legge, ricandidarsi una terza volta alle elezioni. Musharraf, da parte sua, dovrebbe lasciare la carica di capo delle forze armate per la fine del 2007, come prevede la Costituzione. Dopo il colpo di Stato con cui salì al potere nel 1999, il generale aveva assicurato che si sarebbe dimesso da capo delle forze armate nel 2004, ma non lo fece. In entrambi i casi occorrerebbe la modifica costituzionale, accelerata dall’urgenza di contenere il dilagante fondamentalismo islamico nel Paese.
L’incontro tra i due avversari avviene in un momento in cui in Pakistan si sta infiammando l’integralismo islamico, finora tenuto faticosamente sotto controllo. Il verbo delle scuole coraniche si sta diffondendo sempre di più, e gli attentati in varie parti del Paese sono aumentati. È delle scorse settimane l’assalto alla Moschea Rossa da parte degli studenti ortodossi con il massacro seguìto al blitz dei militari. Non solo in patria, ma anche ai confini, le tensioni stanno aumentando. Si fa sempre più violenta la guerriglia tra militanti e forze di sicurezza nel Waziristan, la regione alla frontiera con l’Afghanistan, dove, secondo i servizi, Al Qaida ha organizzato una base operativa. Secondo l’intelligence, è in queste zone, al confine tra Pakistan e Afghanistan, che si nasconde Osama Bin Laden, il ricercato numero uno degli Usa sui cui pende una taglia di 50 milioni di dollari.