Paladini, il deputato che sta con Tonino perché è moderato

Giovanni Paladini con Di Pietro aveva già fatto un pezzettino di strada grazie alla sua esperienza nell’asinello «de noatri» che fu «I Democratici» di Prodi, Parisi e dell’ex pm. Dopo una vita nella Democrazia Cristiana ed un passaggio nell’Ulivo ha lasciato gli ex popolari al momento della nascita del Pd per incompatibilità di fondo sposando le battaglie del Tonino nazionale.
Da Di Pietro, oggi, appare folgorato e lo dipinge come il grande comunicatore del centrosinistra, un piccolo Berlusconi. Fino ad aprile consigliere regionale dell’Ulivo, ora Paladini è deputato dell’Italia dei Valori, movimento nel quale ha fatto convergere tutta la sua squadra composta da un centinaio di persone tra amministratori, eletti ed attivisti in tutta la Liguria. Una forza elettorale non sottovalutabile quella del neodeputato dipietrista.
Ma perché Paladini ha avuto bisogno di passare con Di Pietro?
«Non è stato un bisogno ma un’esigenza. Quella di entrare in un movimento dove ci si interessa a tematiche che mi appassionano: sicurezza e giustizia. Poi sono un moderato e il Pd è un partito che non mi rappresentava più, come movimento di centro vedo di più l’Idv».
Proprio moderato non appare. Anzi, questo Di Pietro sembra aver costruito lo stesso partito del suo antagonista?
«Di Pietro ha una chiarezza che piace agli italiani: è una persona seria, corretta e passionale. Si tratta di una persona che ha una grande forza, è vero che oggi tutto ruota intorno a lui ma è proprio per la sua capacità di coinvolgimento e comunque stiamo cercando di strutturarci».
Chi però è uscito dall’Idv e anche molti che ancora stanno dentro, si lamentano del duopolio Antonio Di Pietro- Silvana Mura.
«La Mura è una grande lavoratrice, è una donna che si è votata al servizio del partito. Proprio per la sua passionalità magari è più facile dovercisi scontrare».
Lei che viene dal «moderatismo» democristiano avrebbe cosa ne pensa della svolta di piazza Navona?
«Che Tonino è stato bravo a sfruttare la piazza. Certi toni personalmente non li condivido, ma Di Pietro è stato bravo ad approfittare dell’evento mediatico, per un partito come il nostro non è semplice portare in piazza centomila persone. Ha una grande capacità».
Qual è il vostro futuro? Con il Pd o con un’ alleanza tutta vostra?
«Il centrosinistra non può fare a meno di un partito come il nostro, il Pd credo sia “costretto” a proseguire questo rapporto politico».
In Liguria siamo molto indietro: tante divisioni, mancanza di una vera linea.
«Il 28 luglio terremo al conferenza strategica. Parleremo di alleanze e non escludo che si possa andare da soli alle prossime amministrative: siamo al 6 per cento e su questo faremo un confronto prima interno, poi con i possibili alleati».
Cosa manca all’Italia dei Valori?
«Siamo un partito che ruota attorno al leader, non c’è dubbio. Stiamo pagando il passaggio da movimento a partito ma, quanto meno, siamo in cammino».