Paladini, poliziotto sindacalista conquistato da Italia dei valori

Prima di «scoprire» la vocazione per la politica, Giovanni Paladini, nato nel 1957 a Piazza al Serchio, in provincia di Lucca, è stato poliziotto, arrivando al grado di ispettore superiore della Polizia di Stato. In questa veste, si è dato da fare anche come dirigente sindacalista, ed è diventato segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia. Come politico, ha frequentato compagnie diverse, aderendo prima alla Democrazia cristiana, poi, in successione, ai Democratici (ricordate quelli dell’Asinello?), alla Margherita, all’Ulivo e finalmente al movimento di Antonio Di Pietro, Italia dei valori, in cui ha fatto confluire numerosi colleghi e attivisti a lui fedelissimi. Eletto e riconfermato in consiglio regionale, Paladini nella scorsa legislatura è stato vicepresidente della Commissione sicurezza dei cittadini e carceri, mentre attualmente è presidente della Commissione Affari generali, istituzionali e nomine. Un incarico destinato ad essere lasciato dopo l’elezione alla Camera: la carica è incompatibile con quella di parlamentare. Pertanto, appena diventeranno esecutive le dimissioni dall’assemblea di via Fieschi, Paladini verrà sostituito da Vito Vattuone, cinquant’anni, già della Margherita, ora nel Partito democratico, ed ex sindaco di Casarza Ligure.