Palamara censura il web Ma si faceva insultare da Cossiga IL VIDEO

Il presidente dell'Anm <strong><a href="/interni/il_capo_dellanm_vuole_schedare_chi_critica/02-03-2011/articolo-id=509174-page=0-comments=1">querela il sito <em>legnostorto.com</em></a></strong>, ma qualche anno fa era meno permaloso. Nel 2008 Cossiga lo insultò in diretta su Tg Sky 24: &quot;Lei non ha la faccia intelligente e si chiama come il tonno&quot;. Non ci fu nessuna querela

Ora Luca Palamara fa il permaloso, ma una volta... La notizia è questa: il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati ha querelato il sito legnostorto.com. (LEGGI L'ARTICOLO) Il magistrato si sentirebbe diffamato da dichiarazioni di questo calibro: "l'interferenza di certa magistratura nei confronti dell'attività sia di governo che parlamentare è arrogante e pretestuosa". Poca roba, opinioni - ovviamente discutibili -, che spesso vengono ripetute sui quotidiani e in tv. Abbastanza per mobilitare la polizia postale e schedare tutti gli ignari utenti che hanno commentato l'articolo. Oggi Palamara fa il permaloso, ma una volta si faceva prendere a pesci in faccia...

Corre l'anno 2008 e il presidente dell'Anm è ospite del programma di Anna Maria Latella in onda su Tg Sky 24. In collegamento telefonico c'è il vulcanico Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga che esordisce subito con una delle sue celebri picconate: "Questo magistrato la faccia intelligente non ce l'ha sicuramente...". In studio cala il gelo, Palamara è spiazzato e la Latella richiama bonariamente il Presidente. Lui rincara la dose e finge di non conoscerlo: "Come si chiama lei? Palamara come il tonno?". La scenetta prosegue e Cossiga persevera nel paragone ittico: "Ha la faccia da tonno, io non ci parlo". Niente a che vedere con le opinioni politiche pubblicate dal legnostorto, Cossiga piccona con l'offesa fisiognomica: Palamara si chiama come il tonno (probabilmente il Presidente si riferiva alle scatolette Palmera), quindi ha la faccia da tonno e di conseguenza non è degno di un dibattito. La querelle continua per qualche minuto e poi il magistrato sbotta: "Lei è offensivo". Per Cossiga è una medaglia al valore: "Certo che lo sono, mi quereli, su mi quereli!". Desiderio non esaudito, nemmeno su richiesta. Palamara oggi se la prende con le opinioni del piccolo legnostorto ma ieri lasciava correre gli insulti di Cossiga. Due pesi e due misure?