Palasharp, veto del Pd: «C’è Festa democratica»

«Ci mancherebbe, ma il Palasharp è occupato». Alla collezione dei «ci mancherebbe, ma...», i musulmani - tuttora alla ricerca di un posto per la preghiera - possono aggiungere il rifiuto del Pd: «Non vogliamo mandarli via - precisa il neosegretario metropolitano del Pd, Ezio Casati - ma quel giorno il Palasharp è già occupato dalla nostra Festa democratica. Abbiamo già un contratto con il gestore dell’impianto e dei contratti con gli artisti». «Onestamente c’è una sovrapposizione - spiegano al partito - nell’ultimo venerdì di agosto ci sono iniziative già programmate». Il giorno della preghiera è fra i più fitti di eventi: la Festa ex Unità nel fine settimana ha in programma stand e appuntamenti dal mattino alla sera, e la sala è prenotata da spettacoli e ristorazione. «Il problema - dicono dal coordinamento provinciale del partito - è legato all’afflusso e al deflusso delle persone. Ci sono due entrate diverse, una è quella che si usa uscendo dalla metro, per la preghiera si potrebbe usare l’altra, il problema è logistico, bisogna vedere il calendario».
Una delegazione del Pd ieri ha incontrato il prefetto di Milano, rammaricandosi del fatto che «ad oggi non esiste alcun tipo di soluzione definitiva e tutte quelle sin qui ipotizzate risultano impraticabili». «Non va bene questo pellegrinaggio della preghiera - dice Casati - e dimostra immaturità nell’affrontare i problemi». Anche i musulmani, però, per il Pd, dovrebbero impegnarsi a trovare «sul libero mercato un luogo idoneo». Un bel «ci mancherebbe, ma...», lo aveva pronunciato anche la presidente della Zona 9, Beatrice Uguccioni, sempre del Pd, che ha lamentato problemi, sempre «di ordine pratico», anche per l’utilizzo dell’ex Paolo Pini. Stasera si discute una mozione contraria, di cui potrebbe non esserci più bisogno.
Intanto, per liberare il Palasharp l’ultimo venerdì d’agosto, si affaccia un’altra ipotesi: tornare per un’ultima volta al Vigorelli: «Se sta bene alla comunità islamica e sta bene al prefetto, sta bene anche a noi», dice Casati.