Palazzi e nocciole: Caprarola la nobile

Caprarola sorge una ventina di chilometri a sud-est di Viterbo, circondata da un paesaggio detto la «piccola Svizzera». E se il toponimo si spiega facilmente («capra» e «herola», che vuol dire stalla) più nobile è la sua storia, che lega Caprarola ai fasti del bellissimo Palazzo Farnese, eretto nel Cinquecento. E alla famiglia Farnese è legata anche la fortuna del paese, almeno fino a quando questa, nel 1649, cessò di essere la signoria di Caprarola, che finì tra i territori della Chiesa. Tranne il principesco palazzo che rimase alla nobile famiglia.
Da vedere. Prima di tutto il Palazzo dei Farnese, affidato all’inizio al grande Antonio da Sangallo il Giovane e portato a termine dal Vignola e da altri acclamati artisti di quell’epoca, fertilissima di intuizioni e di arditissimi esperimenti e artifici allegorici. Il risultato fu una dimora principesca che interpreta tutto il fascino della vita di corte di quei tempi. Fa da corona al magnifico palazzo il parco-giardino che termina con la Palazzina «del piacere» davanti a 28 cariatidi ed a un complesso di fontane (fontana del Giglio, catena d’acqua, fontana dei Fiumi): un complesso che prelude al prossimo trionfo del Barocco italiano. Da ammirare anche l’assetto urbanistico del paese, disegnato dal Vignola in modo da esaltare la prospettiva della «reggia». Poi c’è la chiesa di Santa Maria della Consolazione, il cui interno è ricco di stucchi e affreschi del XVI-XVII secolo sotto un pregevole soffitto in legno scolpito. Da vedere ancora il Duomo e la chiesa di Santa Teresa del Carmelo, eretta nel secolo XVII su disegno del Rainaldi.
Da mangiare e da bere. Caprarola vanta vaste colture di nocciolo e il tipo «gentile romana» viene esportato, per l’industria dolciaria, in Italia e all’estero. Tra le altre delizie locali i «pici» (pasta fatta a mano con uova, acqua e farina), le fettuccine «al bastone», i fagioli con le cotiche (bianchi e gialli) nelle versioni «fagiolina» e «regina», gli arrosti di capretto, abbacchio, maiale, cacciagione e di capitone e persico che arrivano dalla magnifica riserva del lago di Vico. E per dolce i gustosissimi i tozzetti ammorbiditi nel vino.