Palazzi insiste: vuole Juve in C e Milan in B

Clamorosa svolta nella difesa della Fiorentina: Diego Della Valle non sarebbe mai stato socio del club (anche se ne è il proprietario) e, all’epoca dei fatti, suo fratello Andrea e l’ad Mencucci non erano soci né avevano azioni. La responsabilità sarebbe solo oggettiva e la squadra eviterebbe la B

da Roma
Siamo al muro contro muro: da una parte la disperata difesa di Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan che vogliono salvarsi da retrocessioni e penalizzazioni, dall’altra la dura e crudele requisitoria del Procuratore federale Stefano Palazzi che ha chiesto di riformare le sentenze della Caf, rendendole ancora più afflittive, mandando i bianconeri in serie C e i rossoneri in B, secondo quelle che erano state le richieste in primo grado. Questa la sintesi della prima giornata del processo che si tiene davanti alla Corte Federale nell’esclusivo Parco dei Principi della capitale. Una giornata intensa, dove i colpi di scena non sono mancati, con un ritmo incalzante, quasi asfissiante dove le parti, accusa e collegi difensivi, non hanno badato a troppe cortesie dandosele, in senso metaforico s’intende, a più non posso. Ma non solo, perché la Fiorentina ha sparato un paio di bordate tali da lasciare il segno, se non addirittura capovolgere la prima sentenza.
Andiamo per gradi però. La Corte Federale, presieduta da Piero Sandulli (con lui i consiglieri Mario Serio, Mario Sanino, Silvio Traversa e Salvatore Catalano), per la prima volta è organo giudicante di secondo grado e si riunisce in seduta pubblica per entrare nel merito delle decisioni della Caf. È un fatto comunque storico, mai registratosi finora ed appare legittimo il can can che si sta facendo intorno a questo processo. Alle 9 di ieri l’appello dei ricorrenti, con un tutti presenti, o quasi (mancano Moggi, ma si sapeva, Giraudo e un paio di guardalinee). Tocca poi al professor Serio leggere la relazione riassuntiva della Caf, seguito dal collega Sanino che ha affrontato in modo sintetico ma dettagliato le «doglianze» degli incolpati e del procuratore Palazzi, i ricorsi insomma, dove da una parte si tende a riconoscersi completamente innocenti e dall’altra invece si tende a colpevolizzare a tutto tondo. In questo che, a livello giuridico è definito «dibattito preliminare», le parti hanno sollevato questioni procedurali che hanno costretto la Corte Federale ad entrare in Camera di consiglio alle 11 per emettere alle 15 un’ordinanza che potrebbe cambiare il futuro della Fiorentina. Dicevamo delle bordate dei viola, con l’avvocato Alberto Bruni che ha tirato fuori dalla manica l’asso per evitare la B ai toscani e far togliere l’inibizione a Diego Della Valle: il patron viola non è mai stato un socio del club (anche se ne è il proprietario) e, per una combinazione di date sul consiglio d’amministrazione, il fratello Andrea e l’ad Mencucci non erano soci o proprietari di azioni nella stagione 2004/05. Una mossa che tende a derubricare la responsabilità da diretta a oggettiva (proprio come il Milan e dove è il Milan, in A, vuole tornare subito la Fiorentina) che ha sorpreso ma non messo in difficoltà Sandulli che ha posto come limite le 12 di oggi perché i fratelli Della Valle e Mencucci depositino «la certificazione prevista dal secondo comma dell’art. 2435 c.c. e in particolare l’elenco dei soci, a partire dall’anno solare 2004, con l’indicazione del numero delle azioni possedute, nonché dei soggetti diversi dai soci che sono titolari di diritti o beneficiari di vincoli sulle azioni medesime». «Speriamo ci permettano di difenderci, comunque oggi è la giornata buona per parlare. Siamo qui per mettere le cose in chiaro. Speriamo soltanto che questi giudici riescano a giudicare e a vedere bene tutte le carte perché noi non abbamo fatto nulla. Ad ogni modo, sono fiducioso», queste le parole di Della Valle prima del colpo di teatro del suo avvocato.
Fiducioso anche Claudio Lotito che ha visto entrare negli atti la deposizione dell’arbitro Tombolini che, davanti all’Ufficio indagini, scagiona la Lazio nella gara col Brescia (ma per Palazzi la dichiarazione di Tombolini non è attendibile). Già Palazzi che, in sede di arringa, ha chiesto le stesse condanne che aveva chiesto alla Caf: per la Juve serie B e richiesta al Commissario Guido Rossi di ulteriore retrocessione in C1 con 6 punti di penalizzazione; serie B invece per Fiorentina, Lazio e Milan con diversificazione della penalizzazione: 15 punti per viola e biancocelesti, 6 per i rossoneri. Oltre al ripristino dei 5 anni con proposta di preclusione a svolgere attività nella Figc per Moggi, Giraudo, Carraro, Mazzini, Pairetto, Lanese, De Santis, Dondarini, Bertini e via dicendo. Insomma, il ripristino della mazzata che la Caf era comunque riuscita ad ammorbidire.
L’avvocato della Lazio Ugo Longo ha poi cercato di ammorbidire le responsabilità dei biancocelesti, tentando di derubricarle da articolo 6 (illecito sportivo) a articolo 1 (violazione degli obblighi di lealtà), così come acqua al proprio mulino, fino alle 20,30, hanno cercato di portare i difensori di Rocchi, Pairetto, Mazzini e Carraro, puntando principalmente sula presunta illegalità delle intercettazioni e sulla composizione della Caf. Oggi tocca ai difensori di Lanese, Juventus, Moggi, Giraudo, Fiorentina, De Santis, Galliani, Milan, Babini, Puglisi e, se ci sarà tempo, Claudio Lotito. Altrimenti il dibattito continuerà anche domani mattina, con conseguente ritardo a martedì della sentenza.