Palazzina comunale occupata dagli anarchici: il caso in Consiglio di zona

Il Pdl con Boari presenta una mozione per lo sgombero dell'area in mano ai centri sociali. E il centrosinistra vota sì all'urgenza: domani la discussione. Prosegue la raccolta di firme per il ripristino della legalità

Lo sgombero della palazzina comunale occupata dagli anarchici in via Valvassori Peroni è urgente. L'urgenza sarà discussa presto nel Consiglio di zona 3. Una mozione in questo senso è stata presentata da Gianluca Boari, ex vicepresidente di zona rieletto con il Popolo della Libertà.
L'area comprende uffici, magazzino e verde, un tempo utilizzati dal settore Parchi e Giardini del Comune. Cinque mesi fa è stata occupata - ovviamente in modo abusivo - da un drappello di autonomi dei centri sociali. La mozione è stata presentata anche per rispondere alle richieste dei cittadini residenti nelle vie Vanzetti e Tajani che da mesi, ogni venerdì e sabato notte, sono disturbati e lamentano l'impossibilità di riposare per i raduni con musica assordante e molesta che vengono organizzati spesso fino all'alba, e sono pubblicamente convocati su internet. "Il Giornale" ha raccontato questa vicenda, documentando la situazione di degrado della palazzina.
L'urgenza della mozione, e questa è una sorpresa, è stata approvata con ampia maggioranza: c'è stato solo il voto contrario della consigliera dei Radicali, Martina Loi, e tre astensioni. Sarà dunque all'ordine del giorno della seduta di domani. Intanto prosegue la raccolta di firme «a sostegno del ripristino della legalità in via Valvassori Peroni».
L'occupazione risale a maggio: una ventina di giovani dei centri sociali presero possesso della palazzina, in fondo alla via che corre dietro la stazione di Lambrate. Un posto scelto con accortezza: riparato, silenzioso, immerso in un angolo di verde. Il centro, di proprietà del Comune, è stato anche ribattezzato: «Spazio occupato blackaut». Negli ultimi giorni si è scatenata una guerra interna al movimento. Qualcuno praticamente si è impossessato dei locali, e ci vive notte e giorno. I primi occupanti hanno denunciato l'occupazione, annunciando l'intenzione di riappropriarsi della palazzina, come se fosse cosa loro. E la vicenda intanto comincia a ricordare in modo inquietante la villa di tre piani di via Litta Modignani, occupata da ormai 13 anni dagli anarchici «duri e puri».