Palazzina crollata Nove indagati: c’è anche il padre della ragazza morta

È calato il silenzio a Barletta, dopo i funerali delle cinque vittime del crollo di via Roma. La città sembra impietrita. Al contrario del lavoro frenetico degli inquirenti che procede spedito. A tre giorni dalla tragedia, già nove persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Il pm inquirente della Procura di Trani, Giuseppe Maralfa, ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo per la morte delle quattro operaie e della ragazzina di 14 anni, figlia dei titolari dell’opificio, nello scantinato del palazzo crollato. Gli indagati sarebbero tecnici comunali e rappresentanti dell’impresa che faceva lavori nella zona e avevano demolito un palazzo adiacente. Sotto accusa la decisione di demolire lo stabile adiacente a quello crollato. Tra le persone finite nel mirino degli inquirenti anche il titolare del laboratorio Savio Cinquepalmi, che nel crollo ha perso la sua figlioletta, Maria.
E ieri una folla di cittadini si è radunata per un’ora sotto al Municipio di Barletta protestando e chiedendo le dimissioni del sindaco Pd Nicola Maffei. Poi, poco alla volta, anche perché il primo cittadino non ha accolto la richiesta di un incontro, la gente se n’è andata.
Il capo dello Stato è stato vicino al dolore dei barlettani non solo con una corona. Da Biella ha infatti ricordato come «i meridionali a volte lavorano in condizioni bestiali». Il riferimento è ai 3,95 euro all’ora, ovvero il misero corrispettivo per le quattro operaie tessili morte nel crollo insieme con la figlia 14enne del loro titolare. Una tragedia annunciata perchè gli innumerevoli appelli ad intervenire, fatto dai residenti, sono caduti nel vuoto e non hanno impedito che il vecchio edificio si sgretolasse.