«A Palazzo Chigi non interessano l’etica e la lotta agli sperperi»

Il senatore: «Il comportamento di Clemente è inaccettabile: i cittadini sono inferociti»

da Roma

Va bene, il Guardasigilli aveva una delicata missione istituzionale, premiare il terzo classificato al gran premio di Monza. Va bene pure lo strappo dato al figlio: tanto sull’Airbus di Stato c’era posto. Va bene tutto, dice Massimo Villone, senatore della Sinistra democratica, tranne una piccola cosa: «Clemente Mastella non ha capito che comportamenti del genere non sono più accettabili. Con l’aria che tira, vaglielo a spiegare alla gente che non ha fatto nulla di male». Ma Villone, che qualche tempo fa proprio sui voli dei ministri ha rivolto un’interrogazione a Romano Prodi, se la prende direttamente con Palazzo Chigi: «Non ci vorrebbe nulla a tagliare gli sprechi, basterebbe una circolare. Invece niente, la lotta agli sperperi non è nella linea politica del governo. Poi ci lamentiamo se spunta un Beppe Grillo...».
Ma quello di Mastella era un viaggio ufficiale. Lui ha seguito un protocollo.
«D’accordo, non ha commesso reati e nemmeno scorrettezze sul piano formale. Però si tratta certamente di un episodio di malcostume, di un comportamento poco decoroso. Perché ha preso l’Airbus di Stato per andare a Monza? Risparmiare si può. Mario Draghi fa la fila al check-in e Padoa-Schioppa vola low-cost».
E la sicurezza? Mastella è sempre il ministro della Giustizia, un possibile bersaglio...
«E la Merkel, non ha problemi di sicurezza? Eppure a Ischia ci è venuta con un aereo di linea e poi con un aliscafo, in mezzo a tanti normali passeggeri. E perché da noi la tutela dei ministri deve costare tre volte di più che nel resto d’Europa? Forse, vista la stazza di Clemente, un ministro grande richiede un grande apparato... Ma i politici spreconi devono stare attenti perché tra un po’ avranno un altro genere di problemi di sicurezza: saranno inseguiti da folle inferocite di cittadini incavolati per gli sprechi e i favori».
Mastella parla di un complotto della sinistra populista. Pure lei, non sarà un po’ troppo moralista?
«Non è moralismo, ma osservazione della realtà. Lo sa che ogni giorno per i voli di Stato si spende quando lo stipendio annuo di un parlamentare? Basterebbe interromperli per ottenere una bella riforma delle Camere. Tagliare sarebbe facilissimo, non c’è bisogno di seguire iter, votazioni e procedure, è sufficiente una circolare scritta da qualsiasi neolaureato che lavora a Palazzo Chigi».
Invece nulla...
«Il problema è che il governo non riesce proprio a considerarla una priorità. Speriamo che nella prossima Finanziaria si trovi il modo di dare un segnale, di far vedere che si cambia strada, che si vuole ripristinare l’etica pubblica».
Come mai la politica non si accorge dell’impopolarità di certi atteggiamenti?
«C’è disattenzione, sordità, a destra e a sinistra. Poi arriva Grillo...».