Palazzo Chigi: "Repubblica diffama il premier"

"Invidia e odio nei confronti di un presidente del Consiglio che ha
raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini" dice Palazzo Chigi. L'opposizione insorge a difesa del quotidiano

Roma - Inchieste e veleni. Prosegue il braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e una parte della stampa italiana. Stamani il quotidiano Repubblica ha rivolto al premier dieci domande, tornando ancora una volta sulla storia del compleanno della ragazza napoletana. Dura la replica di Palazzo Chigi: "Invidia e odio nei confronti di un presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini. Sono palesi - si legge in una nota della presidenza del Consiglio- i motivi della campagna denigratoria che Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il presidente Berlusconi".Ma intanto il Pd difende a spada tratta il giornale diretto da Ezio Mauro: "Palazzo Chigi vuole abolire il diritto di critica".

Mancanza di argomenti politici "Attacchi di così basso livello, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative - prosegue la nota - confermano non solo l'assoluta mancanza di argomenti politici concreti di quel giornale e della sua parte politica, ma anche una strategia mediatica diffamatoria tesa a strumentalizzare vicende esclusivamente private a fini di lotta politica".

L'inchiesta di Repubblica Il quotidiano romano dedica una inchiesta di Giuseppe D’Avanzo che occupa pagina 8 e 9 del quotidiano (con un richiamo di spalla in prima) alle "dieci domande mai poste al Cavaliere". Domande che "La Repubblica" rivolge quindi al premier e che riguardano quelle che il quotidiano definisce "le incoerenze di un caso politico" a proposito del contrasto tra Veronica Lario e Berlusconi all’indomani della partecipazione del presidente del Consiglio alla festa di compleanno di Noemi Letizia.

Presunte incoerenze D’Avanzo evidenzia le presunte "incoerenze" della vicenda mettendo a confronto le dichiarazioni dei vari protagonisti e traendone alcune conclusioni. Al termine di questa disamina rivolge al premier "dieci domande", a partire da quelle sulle circostanze in cui nacque e poi si sedimentò la sua amicizia prima col padre di Noemi e poi con la ragazza. Fino alla decima domanda che, viste le parole della signora Lario, chiede: "Quali sono le condizioni di salute" del premier? 

Il Pd difende Repubblica "Non si comprende come l’articolo di D’Avanzo, che ricostruisce esclusivamente, alla luce delle dichiarazioni del premier, della signora Lario e dei signori Letizia, una vicenda che lo stesso presidente del consiglio ha voluto rendere pienamente pubblica, possa rappresentare una strategia mediatica diffamatoria dettata nientemeno che da invidia e odio. È molto grave che la Presidenza del consiglio dei ministri risponda con un comunicato, e di quel tenore. A meno che a Palazzo Chigi abbiano deciso di abolire il diritto di critica da parte dell’opinione pubblica". Parla, a proposito del comunicato di Palazzo Chigi, la capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro. "Sarebbe stato molto meglio - aggiunge Finocchiaro - che, come accade altrove, il presidente Berlusconi rispondesse alle domande fatte da D’Avanzo. E sarebbe meglio che la si smettesse con questa storia dell’odio e dell’invidia. Io, che sono la sua avversaria politica, posso assicurare che non sono mossa da odio né, mi si perdoni la presunzione, da invidia".