Il Palazzo dell’Innovazione lancia Milano nel futuro

La Camera di Commercio investe 30 milioni; lo stabile su 8mila metri quadrati in via Soderini

Marta Bravi

Un palazzo futuristico nei materiali, nel disegno architettonico, nelle funzioni e nei servizi. In poche parole il simbolo dell’innovazione. Questo l’obiettivo della Camera di Commercio che ha dato il via ieri, durante il convegno «I luoghi dell’innovazione», al concorso europeo di progettazione per la realizzazione, prevista per il 2008, del «Palazzo dell’Innovazione». Tutto è pronto. È stato scelto il luogo: 8mila metri quadrati in via Soderini 24, sono stati stanziati 20 milioni di euro per l’appalto del concorso, per un finanziamento complessivo da parte della Camera del Commercio di 30 milioni, sono stati trovati i primi partner per la creazione di una fondazione a diritto privato per gestire il palazzo, in primis la Provincia che ha stretto a luglio un protocollo d’intesa con la Camera.
«L’edificio - ha spiegato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio - sarà il simbolo visivo dell’innovazione, inserendosi nel rinnovamento complessivo urbano in atto in questi anni a Milano. Un progetto che collega l’università e la ricerca all’impresa per dare un contributo concreto, con collaborazioni internazionali e nazionali, in un momento di concorrenza sempre più forte, alla competitività delle nostre imprese». E proprio a conferma della prospettiva internazionale che Milano mira ad avere che erano presenti al convegno tre premi Nobel statunitensi. Il Nobel per l’Economia (1992), Gery Becker che ha illustrato la connessione tra investimento in conoscenza e produttività aziendale, il Nobel per la Chimica (1993), Kary Mullis, che ha parlato dell’innovazione come fattore di miglioramento della qualità della vita e il Nobel per la Fisica (1978), Arno Penzias che ha illuminato gli astanti sui segreti del «venture capital», così come aveva fatto, insieme ai due colleghi, la sera precedente alla cena di gala offerta dalla Camera di Comercio.
All’interno del Palazzo, infatti, avranno sede uffici della Camera del Commercio per l’innovazione, centri di ricerca europei, studi brevettuali, società specializzate in trasferimento tecnologico, società di venture capital. «Questo per quanto riguarda il software del Palazzo, cioè l’insieme delle funzioni per cui è stato pensato - sottolinea Andrea Chevallard, segretario generale della Camera - mentre per quanto riguarda l’hardware abbiamo deciso di ricorrere al concorso europeo perché assicura il massimo grado di creatività».
Il progetto nasce dalla consapevolezza che «l’innovazione è un fattore fondamentale di sviluppo economico delle piccole e medie imprese - come ha sottolineato Bruno Ermolli, presidente di Promos. Secondo un nostro studio, infatti, al Nord solo il 9% delle imprese fa innovazione (e sono tendenzialemnte quelle più grandi), il 31% aspira all’innovazione ma non si butta, e il 60% rimane completamente inerte e quindi è destinato a perdere competitività. Il palazzo dell’Innovazione si rivolgerà a queste tre popolazioni di imprese: potrà aiutare quelle che fanno già innovazione, stimolare quelle che aspirano e mettere il motore a quelle inerti».