Palazzo Fieschi, gioiello della Valle Scrivia

Sì, c'è un Grand Hotel anche in alta Valle Scrivia. Proprio lì, in una specie di terra di nessuno fatta di monti nervosi e gole strette, a metà tra il mare della Riviera e le dolci colline dell'Alessandrino. In un entroterra così, le attrazioni si chiamano tranquillità, verde, passeggiate, silenzio. Perché va bene che la Valle Scrivia è attraversata da autostrada e ferrovia, che per natura un po' di rumore lo fanno. Ma basta saper scegliere bene, e l'oasi di pace si trova comunque.
Savignone è un bel borgo steso delicatamente in cima a una collina. Busalla con la sua raffineria e il traffico puntualmente paralizzato dalle diciotto alle diciannove e trenta è distante solo una manciata di chilometri, ma sembrano centinaia. Savignone sta seduta sulle panchine della piazza a prendere il fresco, all'ombra dei platani e di un palazzone quattrocentesco che di storie da raccontare ne ha. In origine fortezza militare, poi residenza della nobile famiglia genovese dei Fieschi, infine, da metà Ottocento, Grand Hotel, quando il medico svizzero Michel Baussan Guillon decise di cavalcare la moda degli stabilimenti termali aprendo a Savignone un centro di idroterapia che sfruttava i prodigiosi - a quanto si dice - effetti di una sorgente da cui esce acqua alla costante temperatura di otto gradi centigradi.
Della curiosa esperienza termale, finita quasi un secolo fa, rimane solo qualche ricordo, ma il Grand Hotel Palazzo Fieschi non ha mai chiuso i battenti, e con i suoi centocinquant'anni ininterrotti di attività è l'albergo più longevo della Liguria. Ora il timone è in mano alla famiglia Caprile, che lo ha rilevato all'inizio degli anni Novanta e, dopo cinque anni di restauri, ha riportato la facciata e gli affreschi interni ai fasti dell'Ottocento, pur mantenendo vivo il carattere di palazzo nobiliare genovese.
Un soggiorno al Fieschi è una specie di appuntamento con la storia. Lo si capisce entrando nella hall, che in realtà è il cortile dell'antico palazzo, ora coperto da una cupola e illuminato dalla luce naturale. Lo sa la clientela abituale che, come spiega la proprietaria Simonetta Caprile, «cerca un tipo di accoglienza specifico. Più confidenziale, lontano dallo stereotipo del grand hotel di città: Palazzo Fieschi, dopotutto, era una casa». Anche l'arredamento delle camere richiama il passato: lo stile è quello dell'Ottocento, periodo di splendore per l'hotel e anche per il paese di Savignone. Qualche impronta di belle époque anche nel verde giardino, che una volta era popolato di signore col parasole e gentlemen con la bombetta, e che oggi viene concesso al comune di Savignone per concerti e manifestazioni. Naturalmente i turisti che alloggiano al Palazzo Fieschi non cercano soltanto la tranquillità della provincia: «Noi prepariamo pacchetti turistici per varie località di mare della Liguria», dice la signora Caprile. «Anzi, della Riviera. Bisogna parlare solo di Riviera: gli stranieri, generalmente, quando sentono parlare di Liguria non sanno di che si tratta. Basta dir loro "Riviera" e capiscono tutto: Cinque Terre, Portofino… questo dovrebbe far riflettere - chiosa - su come viene promosso il nome della nostra regione in giro per il mondo».