Al palazzo del ghiaccio un centro per arte e design

Architettura, design, arte, video e cucina, il nuovo quartier generale delle arti, all’insegna della contaminazione e della trasversalità, avrà un nuovo indirizzo, via Piranesi 14, attuale sede del Palazzo del ghiaccio. Un palazzo in stile liberty, inaugurato nel 1923 dal conte Bonacossa, campione di pattinaggio, e restaurato nel 2007 dall’agenzia di architettura genovese 5+1 AA dopo cinque anni di chiusura. È la nuova scommessa della famiglia Cabassi: rilanciare il Palazzo del Ghiaccio, rispolverando un vecchio progetto, per trasformarlo in uno spazio artistico multifunzionale in grado di competere con le istituzioni culturali milanesi. L’obiettivo è ambizioso: prepararsi in vista di Expo 2015 - dove i Cabassi giocheranno anche la partita della costruzione post evento - a sfidare un colosso della cultura milanese come la Triennale.
Per questo la famiglia degli immobiliaristi milanesi ha chiamato a dirigere la struttura, nominandolo amministratore delegato della Open Holding, Francesco Cataluccio, una vita nell’editoria, ultimo incarico la direzione editoriale della Bollati Boringhieri. Non solo, lo scrittore e critico letterario è stato recentemente insignito del premio Dessì per la narrativa con Vado a vedere se di là è meglio, uscito per i tipi di Sellerio. Tramite la Open holding, che gestisce l’intero complesso tramite le controllate Frigoriferi milanesi, Open care, Palazzo del ghiaccio e Gentilina, a lui spetterà il delicato compito di trasformare il PalaGhiaccio, che attualmente ospita eventi, sfilate di moda, convention, congressi, rassegne letterarie, in una cittadella dell’arte.
Forme artistiche diverse, appunto, come studi di architettura e di design, laboratori creativi, gallerie d’arte, una casa di produzione video e una residenza per artisti dovrebbero dare vita, nelle intenzioni di Cabassi e Cataluccio, a un centro artistico trasversale. Non solo, sotto la candida cupola di ferro troveranno ospitalità anche una libreria di qualità, la sede lombarda di Slow Food, ristoranti e caffè. Nella convinzione che solo dalla contaminazione dei saperi si potrà dare vita a un polo culturale frizzante e interdisciplinare.
Il quartiere a due passi da Porta Vittoria, infatti, è già diventato famoso per la sua connotazione culturale: accanto al Palaghiaccio, infatti, nell’edificio rosso frutto della metamorfosi degli ex Frigoriferi milanesi, ha sede la Open Care la società specializzata in servizi per l’arte, fondata da Fabrizio Crespi Morbio e controllata dal gruppo Cabassi. La società unica in Europa in quanto riunisce in un unico organismo case d’asta, agenti assicurativi, gallerie e consulenti, si occupa di servizi di gestione, valorizzazione e conservazione delle opere d’arte. È qui che ci si può rivolgere per il restauro di tappeti, mobili, dipendenti, arazzi, antichi strumenti scientifici e oggetti d’arte.