Palazzo Madama aggiunge due posti a tavola. Per accontentare Di Pietro

Ora che le battaglie parlamentari legate al voto della Finanziaria sono terminate, nell’aula del Senato si tornerà a respirare un clima migliore, più leggero, con la modifica del regolamento interno al fine di permettere l’elezione di due segretari di presidenza in più. Perché quando si tratta di aumentare poltrone e posizioni (con tanto di benefici economici annessi) tutto l’arco parlamentare sa ritrovare d’incanto unità d’intenti e vedute. Palazzo Madama - come rivela Italia Oggi - avrà insomma a breve due poltrone in più, con relative indennità di funzione, uffici, personale a disposizione e auto blu: due senatori andranno a coprire i due nuovi posti di segretari di presidenza. Uno di sicuro sarà dell’Idv, dopo che il partito di Antonio Di Pietro ha perso l’anno scorso, per soli quattro voti, l’elezione a segretario di Aniello di Nardo. Ma dopo mesi e mesi di proteste, a fine ottobre il Consiglio di presidenza ha deciso di proporre all’assemblea una modifica (solo per questa legislatura) del regolamento, per consentire appunto la nomina di due segretari aggiuntivi.
Ma chi sono i segretari di presidenza? Nel regolamento del Senato si può leggere che «tengono nota dei senatori iscritti a parlare; danno lettura dei processi verbali e, su richiesta del presidente, di ogni altro atto e documento che debba essere comunicato all’Assemblea; fanno l’appello nominale; accertano il risultato delle votazioni». Una funzione fondamentale, insomma. Peccato che il regolamento in questione sia un po’ datato e che, come ha sottolineato sul Secolo XIX Paolo Armaroli, ordinario di diritto pubblico comparato ed ex parlamentare, i senatori segretari se ne stiano per la maggior parte del tempo «con le mani in mano. Perché da quando la maggior parte delle votazioni avviene con il sistema elettronico, costoro si limitano a sovrintendere alla redazione del processo verbale delle sedute, peraltro steso da un funzionario, e alla sua lettura in aula. Sai che fatica!».