Palazzo Marino «cavalca» il Leoncavallo

(...) essere proprio quella di una traslazione che preveda la concessione, per Cabassi, a edificare per una volumetria stabilita su un’altra area di proprietà comunale. A quel punto il Leoncavallo verrebbe dato in affitto alla Fondazione in cui compaiono Milly Moratti e l’associazione «mamme del Leoncavallo», che lo darebbe in subaffitto agli autonomi. Bocche più che cucite a Palazzo Marino: nessuno se la sente di parlare ufficialmente finché l’accordo non sarà concluso. Voci di corridoi, però, ventilano addirittura un «possibile acquisto del centro sociale da parte di un ente pubblico» per darlo poi in affitto alla Fondazione. Rumori che non vengono confermati dal bilancio dell’assessore ai Giovani Giovanni Terzi. E che voci vicine alla proprietà non confermano: «Finora Cabassi non ha ricevuto nessuna proposta». «Il Comune è il vero protagonista di questa vicenda - sottolinea Milly Moratti - la soluzione arriverà prestissimo. C’è una chiara volontà da parte di tutti». «Qualsiasi tipo di accordo con tra Fondazione e Cabassi non sarebbe possibile senza l’intervento del Comune - spiega Daniele Farina, storico portavoce del centro sociale, che ha partecipato agli incontri di questi mesi -. Comune che ha avuto una straordinaria apertura. L’accordo rappresenta un fatto storico». Fatto storico, come «storica» fu la visita dell’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, una notte di fine agosto, alla «cattedrale dell’illegalità», scoprendo un mondo fatto di arte e colori che battezzò la «Cappella Sistina della modernità». Visita che scatenò un putiferio in giunta. Le urla di indignazione di consiglieri e assessori della maggioranza arrivarono fino a Roma tanto da spingere il sottosegretario al Ministero per i Beni culturali, Danielle Mazzonis e il sottosegretario Paolo Naccarato, che lo stesso Giovanni Terzi si rifiutò di accompagnare, al Leoncavallo, quando ancora era illegale.