Palazzo Marino sfida i giudici: «Gli ausiliari devono multare»

Il magistrato Vito Dattolico: «Bisogna sciogliere gli equivoci»

Gioia Locati

«Gli ausiliari? Sono anni che multano. Se potevano farlo con il sindaco Albertini non si capisce perché non debbano farlo ora con il sindaco Moratti». Il funzionario del Comune esprime il suo giudizio tranchant: «La nostra avvocatura ha chiarito che fra il “prima” e il “dopo” non c’è differenza». Ma anziché risolversi, il dilemma degli ausiliari (possono o no multare tutti i divieti?) si complica. L’assessore ai Trasporti Edoardo Croci, ignora la querelle: «Gli ausiliari sono dipendenti dell’azienda Atm e sono coordinati dalla polizia municipale, il mio assessorato non c’entra».
Un passo indietro: il primo dicembre i 184 ausiliari ricevono a voce da Atm l’ordine di riprendere a multare ad ampio spettro, tutti i tipi di divieti di sosta e non solo le irregolarità all’interno delle strisce blu. La maggior parte di loro si rifiuta: «Vogliamo leggere la circolare - chiede Sabrina Scannavini del sindacato Faisa Cisal -. I cittadini ci dicono che non abbiamo alcun titolo, non vogliamo rischiare denunce, è nostro diritto sapere».
Due passi indietro: una sentenza della Cassazione dell’agosto scorso distingue i compiti degli ausiliari del traffico («che hanno gli stessi poteri degli agenti di polizia in materia di circolazione» e quindi possono multare) da quelli della sosta («il loro potere è limitato alle aree date in concessione all’Atm, di cui sono dipendenti, ossia alle strisce blu»). Cosa sta succedendo? C’è un parere dell’avvocatura comunale contrapposto a una sentenza della Cassazione, mentre ausiliari e automobilisti navigano nell’incertezza: «Bisogna sciogliere l’equivoco - dice il coordinatore dei giudici di pace Vito Dattolico -. Secondo la Cassazione l’ausiliare della sosta ha soltanto poteri di esattore, ossia può riscuotere il pagamento dell’area data in concessione. Per quale miracolo si trasforma poi in agente di polizia municipale? C’è un abisso tra una proprietà e l’altra».
L’incertezza lascia spazio alla discussione. «Bisognerebbe cambiare la normativa - propone Ignazio La Russa, il colonnello lombardo di An con il pallino del “traffico-fluido” -. Insomma se questo personale potesse multare, potrebbe formare una task-force veloce per sanzionare le soste in doppia fila, quelle negli spazi di carico-scarico e nei passi carrai. Darebbero una mano a snellire gli ingorghi, ci dovrebbe essere tolleranza zero sulle irregolarità che creano traffico e più indulgenza per quei posteggi che non disturbano». Stessa lunghezza d’onda per Carlo Fidanza, capogruppo di An in Comune: «Al di là della discussione sui poteri, il loro ruolo va rivisto: servono ausiliari del traffico che aiutino a snellire la circolazione, il sindaco si è detto più volte d’accordo su questi aspetti...». Giulio Gallera, capogruppo di Forza Italia in Comune, difende invece il ruolo sanzionatorio dell’ausiliario, quello tratteggiato dall’avvocatura del Comune: «Devono svolgere controlli e multare tutti i divieti, strisce gialle, blu, parcheggi riservati e doppie file. Sono nati con questi compiti. In una società senza regole e senza qualcuno che le faccia rispettare domina un principio devastante. Gli ausiliari nascono come aiutanti dei vigili, ma se gli agenti hanno molti altri compiti, ad esempio la sicurezza nei quartieri, è giusto che delle multe se ne occupino gli ausiliari». Infine Aldo Ugliano, consigliere dell’Ulivo: «Di fronte al parere di un avvocato e alla sentenza della Cassazione prevale la seconda. Gli ausiliari dovrebbero alleggerire i compiti dei vigili ma, ci chiediamo, dove sono gli agenti? Sotto l’amministrazione Albertini gli unici assunti sono stati 1.300 vigili, oggi a Milano ci sono più di tremila agenti...»