Palazzo Tursi allo sfascio invaso da pulci e scorpioni

Palazzo Tursi? Sporco e trasandato. Altro che museo. A dirlo è proprio uno dei più assidui frequentatori del palazzo storico di via Garibaldi, sede del Municipio e meta di numerosi turisti di Strada Nuova. «È sciatteria - spiega Giuseppe Costa, consigliere comunale di Forza Italia -: Mozziconi di sigaretta, cartacce, sedie rotte e lampadine guaste che non vengono mai cambiate. Abituandoci all'incuria, diamo un cattivo esempio». Anche a chi dovrebbe occuparsi della manutenzione della città. Basta fare un giro per i corridoi, che lasciano poco all'immaginazione: poco illuminati, sporchi. I vasi con le piante sono diventati dei posacenere e le pattumiere del giardino non vengono svuotate da parecchio tempo. Lascia a desiderare anche la sala rossa. Prima invasa dalle pulci, poi dalle formiche. Ieri, è stato ritrovato uno scorpione. Ma il richiamo, forte, a una diversa coscienza civica è anche per i suoi colleghi. «Dobbiamo imparare ad amare e rispettare gli spazi comuni - continua il consigliere di Fi -. Genova, purtroppo, riflette questa incuria».
Genova Nucleare. Il consigliere comunale Giovanni Vassallo, Pd, ha chiesto cosa può fare il comune per non perdere l’opportunità di tornare a parlare, dopo anni e con una nuova tecnologia, di nucleare. «Bisogna decidere in che termini si vuole affrontare l'argomento - apre l’assessore Mario Margini -, sfruttando al meglio le intelligenze e le potenzialità delle società presenti sul nostro territorio».
Depuratore da spostare. Dovrebbe essere in via di soluzione il problema (annoso) dei miasmi del depuratore di Cornigliano. «Entro fine mese i lavori di manutenzione straordinaria saranno conclusi - dice l'assessore al ciclo delle acque, Carlo Senesi -, Cornigliano dovrebbe tornare a respirare». Ma la vera e unica soluzione ai problemi di odori sgradevoli resta il trasferimento della struttura. «Esiste un progetto - spiega Senesi -, che prevede di spostare il depuratore nell'area delle ex acciaierie. Un impianto nuovo, che convoglierebbe anche i liquami della Val Bisagno e permetterebbe anche di dismettere il fangodotto della Volpara». I tempi? Otto, dieci anni.
Tragedia di Scarpino. Nella discarica di Scarpino, nell’area del pozzo per l’estrazione del biogas dove ha perso la vita Emiliano Cassola, mancavano le necessarie misure di sicurezza: è il parere dell’assessore al Ciclo dei rifiuti. «Sarà la magistratura - sottolinea Senesi - a far luce sulle responsabilità, tuttavia a prima vista mi è parsa chiara la carenza di misure di sicurezza». L’assessore ha inoltre precisato che nessuna responsabilità è imputabile ad Amiu.