Palcoscenico «Fontamara» di Ignazio Silone rivive grazie alla coppia Placido-De Cataldo

Ritorna in Teatro il progetto di Michele Placido, «I fatti di Fontamara» dal romanzo più celebre di Ignazio Silone. Lo spettacolo debutta domani al Teatro Quarticciolo e vedrà per la prima volta sul palcoscenico, quale voce narrante, lo scrittore-magistrato Giancarlo De Cataldo (dal dal 9 al 14 marzo al Teatro India), che si alternerà con Michele Placido (dal 2 al 7 marzo al Teatro India - dal 19 al 21 marzo al Teatro Tor Bella Monaca). Fontamara è un villaggio di contadini, situato nella Marsica, simile a tanti altri, dove da secoli i «cafoni» si trascinano nella miseria. La vita degli uomini sembrava racchiusa in un cerchio immobile: prima veniva la semina, poi l’insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura, l’insolfatura, la mietitura, la vendemmia. E poi ancora? di nuovo da capo. Ogni anno come l’anno precedente, ogni stagione come la precedente. Ogni generazione come la precedente. Ma il 2 Giugno di un anno imprecisato, il governo toglie a Fontamara la luce elettrica perché gli abitanti non pagano la bolletta, e da quella sera si scatenano una serie di eventi straordinari e di soprusi contro i poveri «cafoni». A Berardo Viola, i compaesani affidano le loro speranze di giustizia. Ma Berardo per uscire dalla povertà, farsi un po’ di terra e sposare la sua Elvira, lascia Fontamara e va a Roma in cerca di lavoro e lì trova uno Sconosciuto che conduce attività antifascista clandestina. La malasorte vuole che finiscano ambedue in carcere. Lì Berardo viene a sapere che Elvira è morta durante un pellegrinaggio. Allora si spegne col conforto di essersi sacrificato per i suoi compaesani ai quali ha trasmesso il suo grido di rivolta.