«PALCOSCENICO» RIVALUTA LA «SPALLA»

In queste settimane Palcoscenico (sabato su Raidue, ore 0.30) smette di attirarsi le critiche di attori e registi che si sentono esclusi dalle opinabili scelte di programmazione televisiva degli spettacoli teatrali (perché lui sì e io no?) e si dedica ad alcune puntate monografiche su personaggi del mondo del palcoscenico che hanno attinenza stretta con il video. Due sabati fa si è dato spazio ad un excursus sul mestiere dell'imitatore, da Alighiero Noschese ai giorni nostri, mentre l'ultima puntata ha reso omaggio al ruolo della «spalla», decisivo nella storia del varietà tv e nelle sorti di tanti film comici e commedie brillanti. Parlando di «spalla» si è giustamente reso omaggio al compianto Gianni Agus, che ha forse incarnato meglio di tutti la figura dell'attore versatile, ricco di sensibilità e talento, capace di mettersi al servizio del grande personaggio comico del momento (dal Pappagone di Peppino De Filippo al Giandomenico Fracchia di Fantozzi, da Totò a Vianello a Tognazzi) con un senso del ritmo e dei tempi che conferivano agli sketch una sorta di perfezione matematica. Rivedendolo nei panni del capoufficio di fronte al quale Fracchia si umilia, con la sua voce stentorea e una presenza scenica in grado di stare alla pari con quella di qualsiasi mattatore, si capisce come il fortunato destino dei celebrati varietà di una volta fosse spesso strettamente legato al contributo della cosiddetta spalla, e non a caso la carrellata di filmati cui ha attinto questa puntata di Palcoscenico ha voluto ricordare anche la simpatia burbera di Carlo Campanini al servizio di Walter Chiari. Gli ospiti intervistati, tra i quali Enzo Garinei e Antonello Falqui, hanno posto l'accento sull'ingiusto pregiudizio, duro a morire, che ha sempre considerato la spalla come un ruolo minore, una diminutio professionale, di declassamento. Invece molti attori comici non avrebbero accettato ingaggi cinematografici o televisivi se non fossero stati «accompagnati» dalla rassicurante bravura di una spalla fedele. Spingendosi più in là nell'analisi si sarebbe potuto constatare come oggi, accanto alla latitanza di un numero adeguato di grandi personaggi comici, vi sia quella altrettanto evidente di chi sappia porgere con tempismo la battuta. Pare che nessuno si voglia abbassare a farla, la spalla. Tanto è vero che nelle coppie comiche di oggi, dalle migliori alle meno efficaci, è difficile stabilire chi ricopra questo ruolo. Eppure - ed è stata l'immagine più bella emersa dalla puntata - la spalla ha un grande privilegio: quello di recitare la parte di chi ancora si indigna per la stupidità altrui, per la stupidità del mondo.