Palermo: arrestato boss latitante del clan Lo Piccolo

In manette Fabio Chianciano, referente allo Zen del clan Lo Piccolo. Con lui arrestata anche la compagna ventiseienne che aveva coperto al sua latitanza

Palermo - In manette il latitante e anche la sua compagna ventiseienne. Nella notte i poliziotti della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo hanno arrestato il latitante mafioso Fabio Chianchiano, 43 anni, che lo scorso luglio era sfuggito all’operazione "Addio Pizzo 4" nella quale erano state fermate dieci persone appartenenti al clan mafioso di San Lorenzo.

Referente dei Lo Piccolo allo Zen Chianchiano è il referente della famiglia mafiosa Lo Piccolo all’interno del territorio del quartiere Zen, per conto della quale controllava l’esazione del pizzo e soprattutto, grazie alle attività legate al traffico di stupefacenti che gestiva in prima persona a livello associativo, il mercato dello spaccio della cocaina e della marjuana in tutto il settore est della città di Palermo.

Armiere del clan Dall’attività investigativa è inoltre emerso che Chianchiano era uno degli armieri della famiglia Lo Piccolo, avendo rifornito in particolare l’allora latitante Sandro Lo Piccolo di armi e munizioni. Il latitante è stato individuato ed arrestato nel quartiere Zen grazie a sofisticate investigazioni tecniche e difficilissimi servizi di appostamento.

Coperto dalla compagna ventiseienne
Anche la compagna di Chianchiano è finita in manette. La donna, 26 anni, è accusata di favoreggiamento. Per gli investigatori avrebbe protetto la latitanza dell’uomo, sfuggito all’arresto lo scorso luglio. L’uomo che si sentiva braccato dagli investigatori aveva cercato rifugio tra i popolosi padiglioni del quartiere Zen, trascorrendo la sua latitanza in un appartamento di via Rocky Marciano, protetto dalla sua donna. Nell’abitazione le tapparelle rimanevano semichiuse per tutto il giorno e la donna si affacciava sporadicamente per evitare sguardi indiscreti. Gli agenti che hanno filmato le fasi dell’arresto sono intervenuti quando hanno avuto la certezza che l’uomo si trovasse all’interno dell’appartamento.