Palermo e Checov sotto i riflettori

Laura Novelli

Terminate da appena due giorni le repliche di un lavoro complesso quale Zingari di Raffaele Viviani (andato in scena all’Eliseo nella regia di Davide Iodice con Nino D’Angelo protagonista), il Mercadante di Napoli presenta al teatro India un’altra sua fortunata produzione. Stavolta non abbiamo a che fare con la visionarietà sanguigna e tutta partenopea di Viviani, bensì con la cauta - ma incisiva - ironia di Cechov: L’orso e La domanda di matrimonio sono i due atti unici che Francesco Saponaro ha messo insieme in uno spettacolo godibile e leggero, dove cruciale importanza rivestono le tre brillanti prove di Giuseppe Battiston, Roberto De Francesco e Fabrizia Sacchi. A loro è affidato il compito di tradurre scenicamente le tante, comuni, contraddizioni di personaggi e situazioni in bilico tra commedia e tragedia: ne L’orso, una vedova fresca di lutto finirà tra le braccia di un ossessivo creditore del marito; ne La domanda di matrimonio, la buona fede di un innamorato verrà duramente messa alla prova da un litigio del tutto avulso dalla sfera sentimentale. Dunque è la bizzarria imprevedibile della vita ciò che più sottilmente muove e accomuna questi due gioielli drammaturgici. Riguarda un’apprezzata artista del nostro fertile Sud anche lo spettacolo previsto al Vascello sempre da stasera. Si tratta della ripresa di Mishelle di Sant’Oliva, un lavoro scritto e diretto da Emma Dante che rappresenta l’ennesima, dolente, incursione dell’autrice/regista palermitana nel cuore ferito della sua Sicilia.
Ha un appeal tutto femminile, invece, la rassegna «Sinfonia per corpi soli» che si apre stasera all’Eliseo con il recital di Fanny Ardant. Nel cartellone della vetrina (si veda l’articolo qui a fianco, ndr) figurano, tra le altre, Mariangela D’Abbraccio, Catherine Spaak, Maria Paiato, Giuliana Lojodice, Iaia Forte. Di tutt’altro genere appaiono poi alcuni titoli inclini alla satira e al divertimento. Il rinato teatro dell’Angelo ospita Camera ardente dal vivo di Saverio Raimondo, vivace pochade con tanto di cassa da morto in scena. Al teatro Sette ha preso il via ieri sera una staffetta di improvvisazioni teatrali che, curata da Massimiliano Bruno, coinvolge quattro autori e ben cinquanta interpreti, tra cui lo stesso Bruno, Michele La Ginestra, Pino Ammendola. Al Parioli, infine, torna Rodolfo Laganà in Geneticamente mortificato, dissacrante parodia delle manie più contemporanee.