Il Palermo esce dal tunnel il trascinatore è Amauri

I siciliani rafforzano il terzo posto, dopo un periodo nero, grazie anche a Simplicio e a un Livorno modesto

nostro inviato a Palermo
Difficile che Zamparini commenti a suo modo e rilanci i complotti. Con la squadra in ordine e contro avversari alla buona, il suo Palermo non ha bisogno di chiassate, vince e anche meritatamente. Se poi nell’unica occasione vera di tutta la partita, Lucarelli, su uscita a vuoto di Fontana, respinge come il miglior stopper, allora è proprio trionfo, con il punteggio che nel finale potrebbe assumere proporzioni ancora più larghe. Dicono che il Palermo vince perché i giocatori non ascoltano Guidolin, insomma, vincerebbero da soli, ma il terzo gol di Simplicio, doppietta, è la sintesi di una partita dominata in ogni zona del campo, dove ognuno ha un compito e anche se non è un fuoriclasse lo sa svolgere con raziocinio, se Guidolin non c’entra, complimenti.
Certo che peggio di così il Livorno non poteva iniziare. E Morrone ha fatto il resto. Dopo neppure un minuto, su colpo di testa all’indietro ha messo in azione uno scatenatissimo Amauri che si è presentato in area e ha guadagnato un angolo che ha fatto salire tutta la squadra. Il Livorno non è riuscito a uscire dalla sua metà campo, prima Galante e poi Kuffour hanno fatto una frittatona passandosi un paio di volte la palla al limite della loro area fin quando il ghanese ha verticalizzato ancora per Morrone che, tentando di andare incontro al pallone, è scivolato. Palla sul cerchio del centrocampo, Guana il più rapido, la gioca per Di Michele che s’incunea sulla destra di Amelia, centra basso e forte, palla nell’area piccola, irrompe Simplicio e tutta Livorno va giù: 1-0. Sono passati due minuti.
Morrone nel frattempo è rimasto a terra, Guana dopo aver preso il pallone lo ha involontariamente calpestato, Lucarelli se la porterà dietro per un po’ questa entrata e continuerà a protestare per ogni intervento dei palermitani. Ma il gol è regolare, Guana non commette falli e il vantaggio è strameritato.
Gara molto fisica, mischia su ogni pallone, contrasti duri anche a centrocampo, Palermo più ordinato, Livorno evanescente in avanti, Lucarelli uno spirito che vaga, Paulinho non ne indovina una, Passoni cerca di cucire ma sulle fasce manca chi riesca a mettere in mezzo un pallone decente. Il Palermo scende a strappi, Amauri fa quello che vuole, un trascinatore, al 36’ colpisce di testa un cross di Bresciano su azione di Di Michele, e buca per la seconda volta Amelia. Inutile Pasquale che vede saltare il brasiliano e ha solo un gesto di stizza quando la sfera è già alle spalle del suo portiere. La differenza c’è, e pare enorme. Con la squadra al completo e la difesa a quattro, Guidolin torna a vincere anche se questo Livorno è sempre riuscito a crearsi i problemi da solo, tanto movimento in mezzo al campo, zero tiri in porta.
A metà ripresa è ancora il Palermo a dare scosse, Corini per il frenetico Di Michele che sullo slancio si presenta in area, uscita a valanga di Amelia che salva la porta. Poi è Amauri ad esibirsi in una rovesciata molto spettacolare e plateale che scatena una standing ovation al Barbera che canta, balla e si diverte come i rosanero in campo: da Amauri a Di Michele al volo traversa piena, Livorno guarda e vede allontanarsi le prime.