Palermo, esplode un palazzo: otto feriti

Deflagrazione nella notte in via Pindemonte, vicino all'ex ospedale psichiatrico. Crollato un edificio di cinque piani. Tre dei feriti sono in prognosi riservata. Le cause: le ricariche dei condizionatori o un impianto gpl al piano terra

Palermo - Otto feriti nell'esplosione di un palazzo. Sette degli abitanti della palazzina e uno dei soccorritori, un vigile del fuoco colpito alla testa. La deflagrazione è avvenuta nella notte in un edificio di cinque piani in via Pindemonte. Tre dei feriti sarebbero in gravi condizioni. Nella palazzina, che è parzialmente crollata, sono ancora al lavoro otto squadre dei vigili del fuoco. L’esplosione, due boati seguiti da un incendio, è avvenuta in un edificio all’angolo con via La Loggia, nel rione Cuba-Calatafimi. Secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco, potrebbe essere stata provocata da una fuga di gas o da un impianto gpl.

I feriti I feriti, tre dei quali in prognosi riservata e in particolare uno in gravi condizioni, sono stati ricoverati al policlinico e all’ospedale civico dopo essere stati estratti dalla macerie dai soccorritori. L’onda d’urto ha provocato il crollo dei solai dei primi tre piani dell’edificio. Le famiglie che abitano nella palazzina sono state fatte sgombrare e la zona è stata transennata per il pericolo di ulteriori crolli. Le condizioni dei feriti sono stabili. Tre di loro, intossicati, sono stati trattati in camera iperbarica; altri quattro, coinvolti nel crollo parziale dell’edificio, sono politraumatizzati. È stato invece dimesso, subito dopo le cure al pronto soccorso, il vigile del fuoco che ha subito un lieve trauma cranico durante le fasi concitate dei soccorsi. La prognosi per lui è di otto giorni.

Ispezione La zona attorno alla palazzina, che si trova vicino all’ex ospedale psichiatrico, è stata transennata e chiusa al traffico. Le squadre dei vigili del fuoco stanno ancora lavorando per domare del tutto le fiamme e per mettere in sicurezza l’edificio. Un’ispezione da parte di una squadra del Nia, il nucleo investigazione anticendio, è in corso. Secondo i primi rilievi la deflagrazione sarebbe avvenuta al piano terra, dove si trovano i locali di un negozio di telefonia mobile che vende anche climatizzatori. Tra le ipotesi avanzate, quella di una fuga di gas, la cui erogazione nella zona è stata immediatamente interrotta dall’azienda municipale, o di uno scoppio provocato dal gas contenuto negli impianti di aria condizionata.

Niente fuga di gas Un sopralluogo dei tecnici dell’Amg, l’azienda municipale del gas, ha escluso l’ipotesi di una fuga di metano da parte di un impianto domestico. Al piano terra dell’edificio, dove è avvenuta l’esplosione, non ci sono infatti contatori dell’Amg. L’unico impianto domestico, al primo piano, è integro. In base ai primi rilievi prende corpo l’ipotesi di un’esplosione causata dagli impianti di ricarica dei climatizzatori. Nel pomeriggio sia i tecnici del Nia sia quelli dell’Amg compiranno un’ulteriore ispezione, dopo che l’edificio sarà stato messo in sicurezza. La deflagrazione e il successivo incendio hanno danneggiato, oltre alla palazzina, anche due negozi adiacenti, una macelleria e una fotocopisteria, e due vetture parcheggiate nei pressi dell’edificio.