Palermo fa poker, il Livorno è un bluff

da Livorno

Colantuono voleva una risposta dopo la sconfitta contro la Roma. L'ha avuta alla grande. Il Palermo nel primo tempo ha fatto spettacolo, annichilendo un Livorno mai così male tra le mura amiche da quando è tornato in serie A, che ha giocato senza il portierone azzurro Marco Amelia, in cortocircuito con la società. La sua «non cessione» lo ha «frastornato» e per questo è stato lasciato «a meditare» in tribuna. Rinaudo apre la goleada al 9’, Miccoli maramaldeggia e segna una doppietta, al 23' con un perfetto calcio di punizione e al 37' su azione manovrata. Il conto (e la partita) lo chiude di fatto Amauri al 41' (da segnalare che prima non è stato fischiato un rigore su Cavani e Simplicio ha colpito un palo).
Notte fonda - tranne una buona girata di Tristan - per gli amaranto («Un problema soprattutto mentale che mi preoccupa molto» ha detto Orsi), che nella ripresa, complice il calo dei rosanero largamente appagati, trovano almeno la forza di reagire e di rendere meno pesante il punteggio finale. In rete Rossini e Grandoni. La squadra di casa è stata contestata dai tifosi critici anche con il presidente Spinelli. «Hanno ragione a fischiare, dopo 4 gol subiti in un solo tempo». E a chi gli chiede se Orsi rischia la panchina sentenzia: «Questi discorsi non voglio sentirli». Sul caso Amelia il presidente se la prende, invece, proprio con il Palermo reo «di averci disturbati per mesi per poi, alla fine, non comprare il portiere».