Palermo ko, l’arbitro scatena Zamparini

Ayroldi danneggia i rosanero, il presidente sbotta: «Questa volta lascio davvero il calcio» Derby considerato a rischio, ma senza incidenti

nostro inviato a Messina

Onestamente la gente di Messina non ha capito, tutto questo chiasso attorno a un derby che non ha mai creato fastidi, la rivalità semmai è con Catania. Invece questo Messina-Palermo, classificato con il massimo indice di pericolosità ha trascorso un’intera settimana con il rischio di venire giocato a porte chiuse. Proprio qui al San Filippo, considerato il paradiso degli ospiti perché vengono trasportati fin sotto il loro recinto e da qui alloggiati nel settore completamente isolato dagli altri da una barriera di sei metri di altezza. Il resto lo ha fatto il servizio d’ordine, quattro filtri prima di accedere allo stadio, metal detector all’ingresso, anche quello autorità e stampa. Da Palermo non sono arrivati gruppi organizzati, come dettano le nuove norme antiviolenza, circa un migliaio di poliziotti hanno comunque monitorato i circa duecento tifosi palermitani in due diversi punti a Villafranca Tirrena e Tremestieri lungo l’autostrada.
Detto questo il Messina doveva vincere a tutti i costi, il Palermo anche. La differenza l’ha fatta Christian Riganò, uno che quando c’era ha fatto sognare Messina e ora che è rientrato dopo un infortunio che lo ha tenuto lontano due mesi, la sta facendo impazzire. Una doppietta in fotocopia con due stacchi di testa perfetti, colpo di reni ed esecuzione magistrali, uno per tempo, Fontana ribaltato come tutto il Palermo che aveva vinto fin qui gli altri tre derby di campionato.
Ma senza il signor Ayroldi che ha girato il match con due decisione sbagliate non sarebbe stato facile per Cavasin cogliere questo successo che rilancia la sua squadra verso una salvezza possibile. Ayroldi a cinque minuti dalla fine del primo tempo ha negato un rigore netto su Di Michele e poi convalidato la rete di Riganò su centro di Alvarez scattato in evidente fuori gioco sotto gli occhi del signor Griselli. Zaccardo, nettamente superato nello stacco da Riganò, ha protestato energicamente e inutilmente. E non è tutto qui, perché Ayroldi diventa determinante anche in occasione del secondo gol perché si accanisce su Caracciolo, che ci mette del suo, e lo espelle dopo tre minuti dal suo ingresso. In dieci il Palermo prende un palo con Di Michele ma deve subire anche il secondo volo d’angelo del giustiziere Riganò che gli allunga il momento di difficoltà. Il Messina vede la salvezza più vicina, il Palermo invece più vicini vede Lazio e Milan. E il presidente Zamparini, per l’ennesima volta, vede un futuro lontano dal calcio: «Non ho visto la partita, ma mi hanno detto che l’arbitro l’ha influenzata. Se continuano così, questa volta lascio davvero».