Palermo patrimonio dell’umanità con Amleto

Quello straordinario uomo di teatro che è Pietro Carriglio, cui si devono alcuni tra gli spettacoli più importanti delle ultime stagioni, dalla regia di Assassinio alla cattedrale di Eliot all'allestimento del Re muore di Ionesco, coltiva da anni un sogno che stavolta è prossimo a realizzarsi. Studioso di architettura, bibliofilo raffinato e da sempre appassionato fautore del rinascimento culturale ed artistico della sua città tanto da sollecitare presso l'Unesco il riconoscimento «a inviolabile patrimonio storico dell'umanità» di tre luoghi storici dell'arte europea come Piazza Bellini, Piazza Pretoria e piazza Vigliena (detta Teatro del Sole), Carriglio mette l'indice su questi gioielli storici dell'antica Palermo. Oggi in grave deperimento per colpa dello smog, del traffico urbano e dello stato a dir poco vergognoso del settecentesco Teatro Bellini. Che, distrutto da un incendio nel 1964 e recuperato alla normale attività di prosa solo nel '92 grazie al suo intervento, è tuttora al centro di un contenzioso con la proprietà privata che ha da tempo tramutato l'ex-foyer dell'edificio in una pizzeria. Incurante del fatto che il Biondo-Stabile di Palermo, che Carriglio dirige con una competenza pari soltanto alla sua cocciutaggine, l'ha preso in affitto restituendogli la dignità perduta. Ma veniamo all'oggi. Secondo il regista, che non fa che ripetere l'opinione condivisa dagli urbanisti più accreditati, i Quattro Canti di Piazza Vigliena denominati Teatro del Sole in omaggio al succedersi delle stagioni, ripropongono il simbolo della Gerusalemme Celeste che è anche all'origine, guarda caso, dell'ordine sotteso da Shakespeare nella tragedia di Amleto. Che Carriglio, suffragato da Alessandro Serpieri, autore della traduzione, interpreta in spirito cristologico come la vittima che offre la sua vita in olocausto per la redenzione di un universo corrotto. Logico quindi che il regista individui in quel luogo privilegiato una delle tappe del suo itinerario alla scoperta dell'autentica anima del pallido prence di Danimarca. Protagonista di uno spettacolo monstre che, nella sua regia, a partire dal luglio del 2008, si muoverà coi suoi compagni di ventura e d'avventura dai Quattro Canti a Piazza Pretoria dominata dalla celebre fontana d'ispirazione fiorentina, fino a confluire in Piazza Bellini dove sorge la chiesa della Martorana. Per concludere il proprio itinerario all'interno del teatro. Un progetto - denominato «La città risorta» al quale Vittorio Sgarbi dedicherà un volume - il cui titolo allude sia alla rinascita di Palermo che alla resurrezione di uno dei tesori nazionali che ha trovato l'entusiastica adesione del sindaco Diego Cammarata, «un uomo, dice Carriglio, che possiede la felicità e la leggerezza dell' intuizione risolutiva». Ma l'Amleto di Carriglio si snoderà anche per via Maqueda, la strada perpendicolare al Cassero voluta nel Seicento dal duca de Cardenas. Il prossimo compito di Amleto è dunque quello di propagarsi a macchia d'olio per la città tramutando la splendida occasione di uno spettacolo multiforme in un festival internazionale come Salisburgo coinvolgendo l'intero territorio siciliano. Il che assicurerebbe, tra l'altro, un enorme ritorno economico con presenze turistiche da ogni parte del mondo, come dice l'infaticabile artefice di questo work in progress.