Palermo, quando la love story fa il mercato

Nel club rosanero parte Zaccardo e torna Bovo, ceduto per evitare liti, dopo che aveva sposato la ex del primo. Il Milan batte la Juve per Flamini. Intanto<strong><a href="/a.pic1?ID=257012"> Berlusconi propone una lega per le grandi</a></strong>

Milano - È il tempo delle ritirate strategiche, sul mercato. Il Milan rallenta la corsa verso Barcellona, ma tiene egualmente in pugno Ronaldinho (dixit Silvio Berlusconi). Identico il risultato nell’affare Flamini, il centrocampista dell’Arsenal appetito anche dalla Juventus, anzi al centro di un braccio di ferro tra i due club, un tempo (regnante Giraudo) gemellati sul piano politico oltre che commerciale. Qui l’annuncio pubblico è ormai imminente e depone a favore del club rossonero in netto vantaggio su quello bianconero, nelle ultime ore dopo un finto disinteressamento: il francese Flamini infatti può diventare il primo tassello del prossimo Milan, destinato a rimpolpare il centrocampo e a dare una riverniciata all’intera rosa. La risposta della Juve può avvenire tramite un altro ex rossonero, finito a Londra, come secondo portiere del Chelsea, Carlo Cudicini, figlio noto di Fabio, il famoso “Ragno nero”, cresciuto nel vivaio a Milanello e poi partito per l’Inghilterra a caccia di gloria e opportunità. Lo staff tecnico di Ranieri (lavorarono con lui ai tempi) e lo stesso Gigi Buffon hanno approvato all’unanimità la decisione di Secco di reclutarlo come vice del numero uno della Nazionale: l’attuale in forza alla Juve, Belardi, non offre grandi garanzie. E con i problemi alla schiena che si ritrova Buffon, c’è bisogno di un’alternativa di grande spessore in vista della Champions.

«Attenti, ci sono altri pretendenti per Amauri», fa sapere Maurizio Zamparini, presidente del Palermo ma anche qui sembra una ritirata ed è invece solo una mossa promo-pubblicitaria per tenere sulla corda l’acquirente unico, la Juventus, chiamata a convincere Nocerino e Marchisio per rendere operativa la cessione del centravanti.
Piuttosto, a dare ascolto alle voci di dentro provenienti dal Palermo, è possibile ricostruire una love-story all’incontrario legata a un paio di difensori della squadra siciliana.

Da qualche giorno sembra ormai scontato il destino di Christian Zaccardo, lanciato da Lippi in Nazionale e trascinato ai mondiali di Germania 2006 a dispetto di Panucci: il difensore emiliano sta per lasciare Palermo trasferendosi a Duisburg, la cittadina tedesca famosa perché fece da sede del ritiro azzurro durante il mondiale e fu palcoscenico di una faida calabrese qualche tempo dopo. Felix Magath, l’allenatore, arrivato in Italia per discutere i termini economici dell’accordo, è deciso a cementare la difesa con un italiano, categoria riqualificata agli occhi del pubblico di Germania dopo il mondiale vinto a Berlino e l’eccellente prova fornita da Toni nel Bayern. Fin qui tutto normale, banale addirittura.

Uno parte, l’altro arriva. La notizia vera, degna dei settimanali di gossip, è che grazie al trasferimento di Zaccardo in Germania, a Palermo può rientrare dal prestito Bovo, altro difensore, mandato al Genoa non per particolari demeriti tecnici ma per questioni di opportunità. Sotto voce, infatti, i dirigenti del Palermo sostengono che Bovo venne dirottato al Genoa perché nel frattempo aveva sposato l’ex fidanzata di Zaccardo. E volevano perciò evitare che i due, nello spogliatoio, trasformassero i loro rancori personali in dissidi.