Palermo rischia ma ce la farà

Filippo Grassia

L a corsa allo scudetto è così scontata che la Snai, prima di essere bloccata dall’Amministrazione dello Stato, aveva deciso venti giorni fa di pagare le scommesse sull’Inter campione d’Italia. In quell’occasione il bookmaker toscano, d’accordo con altri operatori, aveva anche chiesto di poter lanciare una quota sul terzo e quarto posto. Un’offerta affascinante, specie per i tifosi delle nove squadre che, seppure in misura diversa, puntano a chiudere il campionato alle spalle di Inter e Roma. In pole-position c’è il Palermo. Ma i rosanero, da quando Amauri s’è infortunato, faticano a trovare la via del gol e soprattutto non sanno più vincere in casa. La frizione fra Zamparini e Guidolin s’è acuita perché il presidente, ritenendo forse di avere costruito uno squadrone, incolpa l’allenatore dei recenti passi falsi. Sotto accusa pure i giocatori che hanno inaugurato un polemico silenzio stampa contro il patron. Basta mettersi d’accordo. Impossibile invece trovare un dialogo con quegli imbecilli, tantissimi ahinoi, che hanno invocato «un’altra Catania». Per fortuna il resto degli spettatori ha fischiato gli ultrà e salvato, forse, lo stadio Barbera da una squalifica. A rischio il terzo posto, il vantaggio sui rivali è sceso a livelli di guardia.
La squadra più sicura di compiere l’atteso salto di qualità è il Milan che, grazie agli innesti di Oddo e soprattutto Ronaldo, non avrà problemi a raggiungere i preliminari di Champions league. Alla lunga il campionato ristabilirà quelle gerarchie messe a repentaglio da Calciopoli con le conseguenti penalizzazioni. Occhio però alle due formazioni che precedono di pochissimo i rossoneri in classifica. Innanzi tutto l’Empoli. La squadra toscana – splendidamente allenata da un tecnico, Cagni, mai apprezzato abbastanza – in una settimana ha vinto a Palermo e battuto in casa la Roma. Gioco bello e pragmatico allo stesso tempo, conquistati 35 punti con appena 21 reti, impossibile fare meglio. Fondamentale il prossimo crocevia di Firenze dal profumo di spareggio europeo. Attenzione poi alla Lazio. Gli uomini di Rossi, altro tecnico sottostimato, hanno sfatato il tabù dell’Olimpico contro il Torino in rottura prolungata e, rispetto a tutti i rivali, viola esclusi, sanno farsi rispettare lontano da casa. Non è poco.
Minori le chances di Catania, anche per la lunga squalifica del campo, Udinese, Atalanta e Sampdoria che viaggiano fra alti e bassi. In ascesa invece le quotazioni della Fiorentina. E qui bisogna apprezzare il lavoro di Prandelli: quanto a gioco, i viola non sono secondi a nessuno, senza le penalizzazioni si troverebbero al terzo posto con gli stessi punti del Palermo, uno in più del Milan, 6 più della Lazio. La squadra gigliata, quarta un anno fa, è decisamente rientrata fra le grandi d’Italia nonostante qualche amnesia difensiva e l’assenza d’un grande playmaker a centrocampo. Azzardiamo una classifica: terzo Palermo, quarto Milan, quinta Fiorentina con il cucchiaio di legno della Coppa Uefa.