Palermo segna e sogna Samp turista in Sicilia

I rosanero, meno spettacolari ma più cinici del solito, liquidano i doriani rinunciatari e senza idee

Claudio De Carli

nostro inviato a Palermo

Non chiedete a Guidolin se si può parlare di scudetto, lui con quella voce querula ricorda che la comunità che gestisce è modesta e tira a campare sano. Al massimo agognerebbe migliorare il sesto posto di due campionati fa. Neppure sogna la Champions quindi, il furbastro.
Detto questo il Palermo passa sulle macerie della Sampdoria senza neppure l’aiuto del suo bomber Amauri, resta in cima alla classifica della serie A e prima o poi dovrà spiegare come fa ad anestetizzare gli avversari. Il gruppo Novellino in realtà è stato a tratti patetico, primo tiro in porta al 51’, il secondo al 55’, il resto è stata brodaglia tiepida, 1.200 chilometri di viaggio senza neppure un fallo tignoso, un’azione rabbiosa, una reazione di uno a caso di quelli in maglia blucerchiata.
Corini invece nel finale è uscito fuori con fiato e corsa, come un giovane dal futuro radioso. Ha aperto le marcature con una punizione che i sampdoriani giurano sia tutta colpa di Castellazzi che piazza male la barriera, ne segna una seconda giustamente annullata in quanto indiretta e in tutti gli altri minuti dirige senza togliersi il fiato, con ritmo cadenzato, forse il segreto dell’anestetico palermitano. Eppure la Samp non aveva iniziato malissimo, i lenti e macchinosi difensori di Novellino erano sempre in superiorità numerica e mai in affanno, davanti a loro Volpi con un gruppo di soldatini che eseguivano il compito, più avanti ancora però il nulla. E quindi il Palermo ha preso sempre più coraggio, Amauri è entrato in tutte le azioni in modo cocciuto, sempre ispirato da Corini, subito al secondo minuto di gioco si è incuneato in area fra Terlizzi e Falcone che in qualche modo lo hanno abbattuto, al 7’ di testa ha costretto Castellazzi a mettere la palla sopra la traversa. Ma l’idea era che solo un calcio da fermo potesse sbloccare il Palermo e così è stato: fallo di Palombo su Di Michele, punizione, tocco di Di Michele per Simplicio, palla a Corini, botta centrale con Terlizzi sulla riga o quasi che con la mano devia la palla in rete. Sarebbe stato comunque gol, il difensore non viene neppure ammonito ma sarà uno dei peggiori della sua squadra fino alla ridicola espulsione sul due a zero e a tempo praticamente scaduto.
Reazioni allo svantaggio della Sampdoria zero. Un minuto dopo il gol di Corini, Amauri non serve Di Michele solo a sinistra che lo manda a quel paese, ma è tutto così facile che non sembra vero e nessuno crede che la Sampdoria sia tutta qui. Invece è proprio tutto vero, Novellino tenta qualcosa, toglie lo stralento Sala, inserisce Pieri a sinistra e porta Zenoni a destra, mossa notata solo perché il quarto uomo ha alzato la lavagna luminosa dei cambi.
Bene, a quel punto il Palermo stava attendendo la fagiolata genovese che puntale è arrivata a metà ripresa: Simplicio, Biava e Zaccardo tutti soli in area doriana sulla destra di Castellazzi a bisticciare con il pallone, tiro, respinta, rimpallo, Zaccardo, diagonale sporco che entra lento accanto al secondo palo. La difesa sampdoriana a guardare, brutta storia.
In effetti due gol di scarto ci stavano tutti, anche se pare che Di Michele, in occasione della prima rete, sembra toccare la palla con la mano, e il fallo di Franceschini che innesca la seconda rete, è inesistente. Due calci da fermo e due gol con la nota di un salvataggio di Palombo su Mark Bresciano solo e palla al piede in area, quando la Samp era ormai in dieci per l’espulsione di Terlizzi.
Resta un Palermo che in casa ha segnato quindici reti, più di tutti, ha vinto a sua settantesima partita da quando c’è Guidolin in panchina, e ieri ha mostrato al resto dell’Italia che non è Amauri dipendente.