Palermo, sindaco a giudizio per l'assenteista che lavorava sulla sua barca

Il primo cittadino del capoluogo siciliano sarà processato per abuso d'ufficio per la vicenda dello skipper che curava la sua imbarcazione scoperta da Striscia la notizia. La replica: «Mai tratto profitto dalla cosa pubblica. Sono innocente e lo dimostrerò»

Galeotta è stata Striscia la notizia, che l'ha scoperto. O forse quella barca di famiglia, chissà mai che non porti proprio bene. Fatto sta che il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per la storia dell'uomo sorpreso a fare lo skipper dell'imbarcazione mentre avrebbe dovuto essere al lavoro sì, ma in una società legata al Comune, la Gesip, sarà sottoposto a processo. Il gup di Palermo, Gioacchino Scaduto, ha disposto infatti il rinvio a giudizio del primo cittadino con l'accusa di abuso d'ufficio. Con lui andrà a processo anche lo skipper assenteista. La prima udienza sarà celebrata il prossimo 30 ottobre. Non solo. Lo stesso gup ha stabilito che il Comune di Palermo venga risarcito con 30mila euro, mentre 22mila euro andranno alla Gesip, la società presso cui lavorava l'assenteista: due dirigenti della società, anche loro sotto accusa per questa vicenda, sono stati uno prosciolto e l'altro condannato col rito abbreviato.
Si chiude così il primo capitolo di una vicenda che non poche polemiche ha causato, a Palermo e non solo. Galeotta, come si ricordava, è stata Striscia la notizia, che per prima, con Stefania Petyx, ha denunciato il caso del dipendente di una società comunale che faceva lo skipper per la barca privata del primo cittadino. Il sindaco Cammarata si è sempre difeso. E anche adesso si dice certo dell'assoluzione al processo: «Credevo _ ha detto - di avere fornito al gup gli elementi per dimostrare l'assenza di qualsiasi mia responsabilità alle accuse che mi vengono mosse, ma andrò avanti con determinazione consapevole che nell'udienza preliminare il giudice è solo chiamato a verificare la necessità di un accertamento dibattimentale. Non ho mai in alcun modo contribuito a distrarre il signor Alioto (lo skipper assenteista, ndr) dalle sue attività lavorative in Gesip per fini personali. Le assenze che gli vengono contestate, nulla hanno a che vedere con le prestazioni occasionali richieste nella barca che appartiene alla mia famiglia, prestazioni che gli sono state, peraltro, sempre pagate regolarmente. Assenze, spostamenti e controlli che riguardano i dipendenti Gesip - aggiunge il sindaco - non rientrano ovviamente nella mia responsabilità e mai ho usato la mia autorità o il mio ufficio per interferire nelle decisioni del management dell'azienda, per nessuna ragione e men che mai per fatti personali. È una vicenda - conclude Cammarata -che mi addolora perchè so con quale attenzione ho sempre condotto la mia azione amministrativa, e so anche di non avere mai commesso abusi di nessuna natura, né tantomeno tratto profitto in alcun modo della cosa pubblica per fatti personali».