Palermo, il sindaco non abusò dei suoi poteri facendo pulire la strada privata

Cammarata è stato prosciolto in udienza preliminare. Il primo cittadino era stato accusato di aver usato un'azienda pubblica per fini personali in occasione del battesimo della figlia

Era stato accusato di abuso d'ufficio in concorso con il presidente e il vice presidente della società Gesip, la società a partecipazione pubblica che a Palermo si occupa della pulizia delle strade. E questo perché, in concomitanza col battesimo della sua ultima figlia, quella strada era stata ripulita dagli operai dell'azienda. Ma invece, per il giudice, il sindaco di Palermo Diego Cammarata è innocente. Innocente lui, e innocenti anche gli altri due imputati, insieme ai quali secondo i pm sarebbe avvenuto il presunto abuso in concorso.
Per chiudere il caso non c'è stato nemmeno bisogno di processo. Il gip di Palermo ha assolto tutti in sede di udienza preliminare. La vicenda risale a due anni fa. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Laura Vaccaro, il sindaco avrebbe approfittato del suo ruolo istigando la Gesip, a partecipata del Comune, a ripulire la strada Salita del Convento, a Baida, in cui la figlia del primo cittadino, Laura, doveva essere battezzata. Per sostenere l'abuso l'accusa aveva fatto rilevare che si trattava di una strada privata e quindi la pulizia non rientrava nelle competenze della Gesip. Invece i legali di Cammarata i, gli avvocati Giovanni Rizzuti e Giovanni Di Benedetto, hanno sostenuto che si trattava di una strada aperta al transito pubblico e che non c'era, comunque, alcuna prova delle pressioni fatte dal sindaco sull'azienda. Cammarata dal canto suo si era difeso immediatamente: «Non ho mai chiesto la pulizia della strada - aveva dichiarato -non so quando è stata fatta né so se sia mai stata fatta. Dagli atti ho appreso che il parroco della chiesa aveva chiesto che strada venisse pulita il 18 maggio 2009, giorno in cui è nata mia figlia Laura e, dunque, in un momento in cui non potevo certamente sapere dove avremmo deciso di battezzarla. Dai documenti in possesso del Comune, inoltre la strada in questione risulta essere pubblica ed è stata, per altro, pulita in passato in diverse altre occasioni». Tesi evidentemente accolta dal giudice, che lo ha mandato assolto.