Palermo, solo incuria e degrado per i graffiti dell'Addaura

Il sito preistorico, risalente a 12mila anni fa, viene considerato unico dagli studiosi per le incisioni, che rappresentano scene di gruppo. Ma da anni lo visitano solo i vandali, perché è chiuso al pubblico per il rischio caduta massi

È uno dei siti archeologici preistorici più noti tra gli studiosi della materia. Perché, caso unico, sulle pareti di roccia sono conservate incisioni che rappresentano scene di gruppo, una perla rara 12mila anni fa. Eppure un simile gioiello, per studiosi e turisti, è accessibile solo attraverso i calchi che di quei graffiti sono stati fatti e che sono conservati al museo archeologico Salinas. Il motivo? Il sito, ufficialmente, è chiuso dal 1997 per il pericolo caduta massi. Chiuso al pubblico, ma non ai vandali che, senza sorveglianza e recinzione, hanno fatto scempio di questo prezioso gioiello.
Protagonisti di questa ennesima storia di incuria e degrado sono, a Palermo, i graffiti dell'Addaura, delle incisioni preistoriche rinvenute dopo la seconda guerra mondiale sul costone a sud ovest del Monte Pellegrino - l'altura che sovrasta la città - a 70 metri dal livello del mare. Le tre grotte conservano, a 12mila anni di distanza, disegni molto particolari rispetto a quelli coevi rinvenuti in altri siti. Incisioni ben articolate di rappresentazioni di gruppo su cui si sono confrontati studiosi di fama mondiale. Insomma, un gioiello. Eppure - è accaduto recentemente a un gruppo di esperti francesi - la visita delle grotte non è possibile, bisogna accontentarsi delle copie del Salinas. Impossibile al pubblico, ma non ai vandali. L'esterno delle grotte ha graffiti ben più moderni, vergati con vernice spray. E in generale non c'è alcuna protezione che tuteli un sito che meriterebbe ben altra valorizzazione.