Palermo, un test per il governo. La Cdl: daremo un calcio a Prodi

Palermo - Non sarà facile aprire per intero la scheda elettorale che i palermitani si vedranno consegnare domenica prossima per scegliere sindaco e consiglieri comunali. Dovranno srotolare infatti un foglio lungo 78 centimetri e alto 35 e ci vorranno almeno 6 minuti per spulciare gli elenchi dei partiti, le liste dei nomi e segnare con una croce la propria scelta. La scheda grigia palermitana ha battuto in centimetri quella delle elezioni comunali di Catania di due anni fa, quando il senatore Enzo Bianco, Margherita, venne strabattuto da Umberto Scapagnini, Forza Italia, proprio per l’effetto liste a gogo inventato da Raffaele Lombardo che in quell’occasione diede il via al suo Movimento per l’Autonomia.

A Palermo ci saranno stampate nella scheda ben 29 liste per eleggere un sindaco e 50 consiglieri comunali. 14 sono quelle apparentate con Leoluca Orlando, candidato del centrosinistra, 12 quelle per Diego Cammarata, il sindaco uscente della Cdl, e 3 sono fuori dagli schieramenti. C’è la lista dei folliniani, Italia di mezzo, che candida a sindaco, Andrea Piraino; c’è Forza Nuova, che vorrebbe fare eleggere Giovanni Zampardi, e l’Altra Sicilia di Massimo Costa. Tranne i folliniani, che puntano a un consigliere, sembra difficile che gli altri riescano ad avere eletti. E se si arrivasse al ballottaggio tra Cammarata e Orlando, Italia di mezzo si schiererebbe con Orlando, Zampardi per Cammarata e Costa rivendica la sua indipendenza quale autonomista.

Elezioni palermitane, ovvero dei grandi numeri: sono 1400 i candidati che ambiscono a sedere in uno dei 50 scranni di Palazzo delle Aquile. E 2700 quelli che si offrono per occupare qualcuna delle 120 sedie delle 8 circoscrizioni della città che conta poco più di 690000 abitanti. 4000 concorrenti per 170 poltrone o sedie. I 50 che riusciranno a varcare il portone del palazzo della cinquecentesca Piazza della Vergogna avranno uno stipendio base netto di 2700 euro. Mentre i 120 consiglieri di circoscrizione dovranno «contentarsi» di 1200 euro, sempre netti. Ma il lavoro maggiore è svolto dal presidente della circoscrizione visto che ha uno stipendio netto di 3500 euro netti. Sia il presidente della circoscrizione del Centro storico con 22mila abitanti, che quella del Centro con 128mila abitanti. Per Palermo si tratta proprio di «buoni» stipendi e la competizione elettorale risolverà problemi di occupazione. Ma al di là di conteggi da bassa bottega, la competizione palermitana è diventata simbolica nello scontro politico nazionale.

La candidatura di Orlando, osteggiata inizialmente perfino da quel Ds che negli anni ’90 ne aveva fatto il suo mito, dopo tre mesi di campagna elettorale viene vista anche dagli avversari «da non sottovalutare». Benché il centrodestra sia certo di non perdere neanche una delle bandierine azzurre che svettano in quasi tutti i comuni siciliani. E il tour del presidente Berlusconi è servito a dare «la botta finale», ha sottolineato Eugenio Randi, uno degli assessori uscenti di Cammarata, molto vicino al presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. Mentre il senatore Carlo Vizzini, che ha messo in pista una sua lista in sostegno del candidato della Cdl, ha dato una marcia in più alla presenza di Berlusconi: «La sfida non è solo tra Orlando e Cammarata, ma fra Prodi e lo stesso Berlusconi. Ciò alleggerisce il compito di Diego». E lo stesso Angelino Alfano, coordinatore regionale di Fi: «Daremo un calcio al governo attuale con la gamba del nostro sindaco Cammarata. Saremo un esempio per il resto del paese».

Secondo Gaspare Giudice, il deputato di Fi assolto recentemente da accuse di mafia dopo 8 anni di processo perché il «fatto non sussiste», non c’è partita. «Le nostre liste supereranno il 60%, e Orlando potrà superare si e no del sette per cento il voto delle sue liste. È certo che Cammarata vincerà con il 53%». Ma a sinistra fanno notare che la capacità di ottenere il voto disgiunto di Luca Orlando è molto più alta del 7%. È su questo punta il candidato del centrosinistra che ieri, fatto mai successo, ha mandato in giro un volantino con il quale spiega ai palermitani che possono votare per lui sindaco e per la Cdl come consiglieri. Lasciando perplessi i partiti della sua coalizione che temono un Orlando troppo sganciato.