È agli arresti domiciliari: lo beccano a bordo di un gommone

Un giovane dello Zen a Palermo, nonostante avesse i domiciliari è stato sorpreso a bordo in un gommone al largo delle acque di Mondello

Se non fosse vero si stenterebbe a crederlo. Eppure succede che nonostante avesse gli arresti domiciliari un giovane dello Zen è stato sorpreso a bordo di un gommone. L’evasione dalle restrizioni della pena della detenzione domiciliare è servita, ad un 30enne dello Zen, per salire a bordo di un gommone ormeggiato nello specchio di acque antistante il golfo di Mondello. In questo caso l’identificazione del malvivente ed il conseguente arresto è stato compiuto dalla Squadra Nautica dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura che con i suoi “Acquascooter” pattuglia le coste del capoluogo. Gli agenti avevano notato il gommone, con a bordo tre persone, ancorato ad una boa all’interno dell’area destinata esclusivamente alla balneazione. Durante le fasi dell’identificazione dei tre, propedeutica alla contestazione dell’illecito, è emerso come uno dei tre fosse un detenuto domiciliare. Per l’uomo è, così scattato l’arresto.

Ma non è stato l’unico caso perché in poche ore gli agenti hanno arrestato altre due persone. Un uomo è stato sorpreso in strada da una pattuglia nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio: "si aggirava con fare sospetto tra le auto di piazza Sant’Anna; quando gli agenti si sono avvicinati per un controllo, ha immediatamente accelerato il passo tentando di dileguarsi tra i vicoli, ma ciò non gli è servito a seminarli; in breve lo hanno raggiunto ed identificato, appurando così la sua sottoposizione in atto alla misura della detenzione domiciliare. Anch’egli è stato tratto in arresto per il reato di evasione", spiegano dalla Questura di Palermo.

L’ultimo caso invece riguarda un caso di omonimia. Un ragazzo di 20anni di Borgo nuovo, con precedenti di polizia per furto e con la misura cautelare degli arresti domiciliari, è stato sorpreso dai poliziotti in strada. Quando gli agenti lo hanno fermato e gli hanno chiesto i documenti ha fornito quelli del fratello gemello. Un espediente che non gli è servito ad evitare l’arresto, una volta scoperto l’inganno.