Finti matrimoni in cambio della cittadinanza

Organizzavano matrimoni finti per permettere ai cittadini extracomunitari di ottenere la cittadinanza italiana. Ogni matrimonio costava almeno 4mila euro

La Polizia di Stato ha tratto in arresto due cittadini palermitani, eseguendo nei loro confronti altrettanti ordini di esecuzione per la carcerazione per scontare una sentenza di condanna definitiva. Si tratta di due uomini che seppur con ruoli diversi avevano architettato un modo per far ottenere la cittadinanza italiana a cittadini irregolari. Le operazioni della Squadra mobile di Palermo “Casablanca” e “Casablanca II”, ha permesso di ricostruire attraverso matrimoni fittizi, il modus operandi che consentiva l’ingresso irregolare in Italia di cittadini extracomunitari

Le indagini hanno preso spunto dalla istanza presentata da un cittadino marocchino presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Palermo volta a formalizzare il proprio ricongiungimento familiare con la coniuge palermitana. Nell’occasione, lo straniero presentò copia dell’atto di matrimonio celebrato in Marocco. Da subito però, sono emersi i primi dubbi sulla fondatezza dell’atto matrimoniale e soprattutto sulla reale convivenza dei coniugi: "alla luce della circostanza che la donna italiana, agli atti del Comune di Palermo, risultasse già coniugata con altri due cittadini, sempre marocchini", spiegano dalla Questura di Palermo.

Le indagini hanno accertato, inoltre, come uno dei due mariti della donna, avesse già inoltrato, sempre presso gli uffici della Questura, una richiesta per il rilascio della carta di soggiorno, dichiarando di essere coniugato e convivente con la stessa cittadina. Il rifiuto del rilascio del documento richiesto e la contestazione della irregolarità del matrimonio contratto hanno consentito lo straniero a collaborare con gli investigatori.

L’uomo ha raccontato di avere pagato 4mila euro allo scopo di contrarre matrimonio con una italiana così da potere ottenere i documenti per entrare e rimanere in Italia. Uno dei due cittadini palermitani è risultato essere uno dei soggetti reclutati per andare in Marocco a celebrare i matrimoni combinati. Dai successivi accertamenti effettuati dagli agenti è emerso che l’uomo, nel 2008, si era recato in Marocco da celibe ed era rientrato sposato con una giovane donna, la quale avrebbe richiesto un permesso di soggiorno per ricongiungimento a coniuge. La prova, quindi, di come il matrimonio fosse risultato combinato ed irregolare, finalizzato semplicemente a far ottenere alla donna un permesso di soggiorno come coniuge di un cittadino dell’Unione Europea.

L'altro indagato era invece, dipendente di una società di taxi, è stato individuato come uno dei componenti dell’organizzazione criminale sgominata. L’uomo avrebbe assunto la funzione di moderno “Caronte” e si sarebbe occupato di traghettare con il suo taxi le donne e gli uomini che avrebbero dovuto contrarre il matrimonio combinato in Marocco, attraverso la rotta Palermo-Genova-Spagna.

È emerso come marocchine e marocchini pagassero all’organizzazione sino a 10 mila euro per un matrimonio, con la speranza di ottenere una carta di soggiorno italiana o, ancora meglio, la cittadinanza di un Paese europeo.